Sicurezza
Scatta la solidarietà per salvare i bagni crollati
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DOCCE PASSATE. Ancora distruzione al Delfino dopo la terribile mareggiata dei giorni scorsi E l'Idv: esecuzione sbagliata, confrontiamoci per trovare nuove soluzioni
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MARINA. Scatta la solidarietà: i balneari aiutano i balneari. Vero, gli stabilimenti sono "privati", ma il litorale - seppur in concessione - è bene di tutti. E pensare che a Ronchi in un bagno non ci entri più, a meno che tu non voglia tuffarti in mare, fa male a chiunque ami questo territorio. I balneari, però, all'amore per la terra che li ospita, aggiungono lo spirito di solidarietà che unisce chi sul litorale ha fatto impresa. Eccoli, dunque, pronti ad aiutare i titolari degli stabilimenti finiti in mare: lavoreranno al Delfino e all'Ida, per salvare quel poco o nulla che è rimasto. Il disastro di Ronchi accende anche il dibattito politico: a scendere in campo è l'Idv. Ha inviato una sua delegazione sul mare: «Gli ormai noti "geotubi" presentano ancora oggi tutte le criticità e i gravi problemi di errata messa in opera già precedentemente riscontrati. Così malamente realizzati mostrano la loro incapacità di arrestare il fenomeno erosivo. Analogo problema nella cattiva realizzazione della nuova barriera soffolta che rappresenta un inquinamento della nostra berma e rende impraticabili le spiagge». Poi una bella notizia: «L'inizio del primo vero ripascimento naturale che trae origine dalle ultime esondazioni del Magra che, grazie ad un apporto in mare di milioni di metri cubi di sedimenti, ha cominciato a ripopolare del prezioso sedime il litorale. È giunto il momento - questa la conclusione dell' esecutico dell'Idv - per confrontarci apertamente, senza posizioni di opportunità, per porre in essere nuove soluzioni capaci di risolvere definitivamente il fenomeno erosivo».
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