Il dolore
«Pochi millimetri e sarei morto»
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Gianluca Cilio e il luogo in cui è partita la discussione Parla lo studente colpito con una rasoiata dal parrucchiere
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CARRARA. «Mezzo centimetro e adesso sarei morto. Mi chiedo come faccia un giovane a girare con un rasoio in tasca, e soprattutto a sferrare rasoiate che per poco non mi ammazzavano, e che hanno ferito altri due miei amici. E questa persona è tranquillamente a piede libero, forse ancora con un rasoio con sè». Gianluca Cilio, 28 anni, studente dell'Accademia di Belle Arti (gli mancano alcuni esami e la tesi, corso pittura) è ancora debole e pallido. Parla a fatica, ma accetta di raccontare quanto è accaduta la scorsa notte, fra giovedì e venerdì. La notte in cui ha rischiato seriamente di essere ucciso in mezzo alla strada. Gianluca ha la zona intorno all'occhio destro rovinata, ma fa impressione quando alza un attimo il lenzuolo e mostra la grossa fasciatura alla coscia destra. «Ho un taglio di venti centimetri, tutto il muscolo era aperto. Il medico del pronto soccorso, quando mi sono risvegliato dopo essere svenuto, me lo ha detto chiaramente: pochi millimetri, non più di mezzo centimetro, e il taglio avrebbe reciso l'aorta femorale. E io sarei morto, forse alla fontana di piazza Alberica non ci sarei neppure arrivato». Ma cosa è accaduto nella zona fra via Apuana e piazza Alberica? Gianluca ricorda questo, parla a fatica, noi mettiamo le frasi in fila: «Eravamo all'inaugurazione di una nuova galleria d'arte, ad un certo punto è nata una discussione. Niente di importante. Siamo usciti, camminando siamo andati lungo via Apuana; più o meno di fronte al Dora, la discussione si è nuovamente accesa. Un mio amico di Carrara, di 38 anni, discuteva animatamente con il giovane che poi ho scoperto che è un parrucchiere, c'ero anch'io e un altro ragazzo di Padova, già laureato all'Accademia, che lavora in uno studio di svultura. D'improvviso, alle spalle mi sento aggredire dalla ragazza che credo sia la ex del parrucchiere, mi spara lo spray al peperoncino negli occhi, non ci vedo più, mi ficca le unghie vicino agli occhi e mi riempie di pugni, a quel punto, mentre sono accecato, mi sento tagliare all'altezza della coscia. Intanto arrivano altre persone, ci sono urla, sangue. Vado alla fontana, mi sento debole, l'amico di 38 anni mi accorgo che ha il naso quasi aperto dal taglio, provo lo stesso ad avviarmi verso casa ma arriva l'ambulanza e probabilmente svengo. Mi risveglio sul lettino del pronto soccorso, apro gli occhi dopo l'operazione che, mi dicono, è durata due ore, e il medico mi dice: "Sei stato fortunato, hai un taglio di venti centimetri, ti abbiamo ricucito il muscolo ma se prendeva l'arteria femorale, addio"». Gianluca Cilio riprende fiato, beve un sorso di una bibita. Ha le mani ancora intrise dello spray al peperoncino, non può toccarsi la parte ferita del volto sennò la irrita. Domanda d'obbligo: ma scusa, per scatenare una reazione simile comunque e ovviamente ingiustificata, avete detto parole pesanti, fatto apprezzamenti forti alla ragazza... «Assolutamente no, una discussione dai toni forti, fra giovani che la pensano diversamente, ma senza aver coinvolto la ragazza. Ed era il mio amico quello che parlava più animatamente». E ora? «Intanto penso a guarire: ho perso due litri di sangue, sono debole, ho male al collo. Poi mi rivolgerò a un legale, e spero che le forze dell'ordine e la giustizia facciano il loro corso». M.B.
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