Sicurezza
«Non sto con i filo-Casa Pound» Marchi lascia la commissione
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MASSA. Pier Paolo Marchi (consigliere di Rifondazione comunista) si dimette dalla commissione Statuto del consiglio comunale. Un gesto polemico, quello di Marchi, rivolto contro il presidente della commissione stessa, Corrado Amorese (Pdl), di cui l'esponente del Prc ha già più volte chiesto la rimozione. «Come capogruppo del gruppo misto, e quindi anche a nome di Giulio Mucci e Stefano Alberti - dice Marchi - in relazione all'alta valenza istituzionale della Commissione Statuto che non può essere valore accessorio, bensì fondamentale, non posso restare in questo posto. È infatti inconciliabile questa impostazione, che pone l'antifascismo come valore fondante della nostra democrazia, con il ruolo di presidente svolto da una persona che partecipa e presiede all'inaugurazione della sede di un'organizzazione, Casa Pound, i cui aderenti si definiscono "fascisti del terzo millenio" e, con decine di fatti di violenza, riconducibile a matrice razzista e fascista, o, come sono soliti gli stessi protagonisti affermare, anti-antifascista, hanno portato il nome dell'associazione alla ribalta della cronaca negli ultimi anni». E oggi, dopo la strage razzista di Firenze, costata la vita a due lavoratori senegalesi, Samb Modou e Diop Mor, Marchi trova una ragione in più per dimettersi: «L'autore della strage era considerato fino al giorno prima, e per stessa ammissione dei dirigenti di Casa Pound, un "intellettuale" a loro vicino. Le mie dimissioni, dunque da una commissione Statuto del Consiglio Comunale di Massa, presieduta da un consigliere che ha la responsabilità di aver sdoganato questa organizzazione nella nostra città, decorata di Medaglia d'Oro al Valore Civile, capoluogo di una provincia decorata di Medaglia d'Oro al Valor Militare, diventa un atto doveroso e un gesto concreto di solidarietà e vicinanza alle famiglie ed alla comunità senegalese, così in modo efferato colpite».
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