Finanza
Le imprese scendono in piazza
Cna: situazione insostenibile, servono provvedimenti urgenti
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MASSA. Sono al collasso gli artigiani, spaventati dal futuro. Nei giorni scorsi - parola di Cna - un mail è rimbalzata da un computer all'altro. Un lancio Ansa in cui si dava notizia del suidicio di un imprenditore padovano:«Avrebbe cercato inutilmente - si leggeva - di riscuotere crediti pare per 200mila euro che sperava potessero risollevare le sorti dell'azienda». Ma quei soldi non sarebbero arrivati e l'uomo l'ha fatta finita. Segno che sono davvero tempi duri. «La cronaca è lo specchio della realtà - commenta Paolo Ciotti, direttore provinciale di Cna - e c'è chi non ce la fa purtroppo a reggere psicologicamente il peso di un fallimento. Le imprese sono pronte a scendere in piazza. E Cna (info su www.cna-ms.it) ha intrapreso una vera e propria azione di ascolto per programmare al meglio la protesta: «Le imprese possono mandare una mail alla nostra casella di posta. Sono già arrivate decine di proposte. È importante - ribadisce Ciotti - che tutte le imprese si sentano coinvolte». Tra le proposte, oltre alla protesta fiscale con le imprese che «consigliano di non emettere fattura e non pagare tasse», tante altre idee. La più gettonata, e la più concreta, è quella di permettere alle imprese di pagare l'Iva solo sulle fatture emesse e pagate. «Parte delle imprese - conclude Ciotti - chiede a gran voce l'avviso di notula. Pagare l'Iva in anticipo e le tasse di un credito non riscosso è uno dei principali problemi da risolvere. Le imprese hanno bisogno di risposte ora e non domani».
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