Sicurezza
Freno a nuove costruzioni
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La riunione per l’illustrazione del piano strutturale, una veduta di Pontremoli e sotto il municipioRecupero dell'edilizia esistente soprattutto nel centro storico
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PONTREMOLI. Valorizzazione e difesa del territorio: sono state queste le parole d'ordine che sono emerse durante l'incontro di venerdì sera nelle Stanze del Teatro della Rosa, quando è stato illustrato il Piano Strutturale del Comune di Pontremoli presentato dagli architetti Raimondo Gramigni e Francesco Privitera, tecnici incaricati dalla Società Interstudio di Firenze, che si sono occupati della elaborazione del Piano in stretto contatto con le amministrazioni e la popolazione. Un percorso, quello del Piano, iniziato nel settembre 2006 e che sembra ora essere prossimo alla sua definitiva approvazione, dopo aver attraversato tre amministrazioni diverse (Bertocchi, Gussoni e adesso Baracchini) e due commissariamenti. Infatti, i prossimi passi prevedono l'approvazione in consiglio comunale e quindi il parere tecnico di Provincia e Regione e, ottenuta l'approvazione, sarà pronto per entrare in vigore. Su di un punto si è subito fermata l'attenzione dell'architetto Gramigni e poi dell'architetto Privitera, nel sottolineare le differenze tra il Piano Strutturale e il vecchio Piano Regolatore Generale: infatti, mentre il PRG era immediatamente operativo, fissando le zonizzazioni ed i diritti edificatori sul territorio, il Piano Strutturale si esplicita attraverso passi successivi (Regolamento Urbanistico, piani complessi, piani e programmi di settore, accordi di programma). Più chiaramente: non è nel Piano Strutturale che si decide con precisione dove, cosa e quanto costruire. Le scelte che verranno prese nel Piano non avranno scadenza, ma saranno a tempo indeterminato e potranno essere modificate solo attraverso varianti, a seguito di sostanziali modifiche delle strategie programmatiche del Quadro Conoscitivo, cioè lo strumento di conoscenza naturale e sociale del territorio. Infatti il Piano rappresenta una sorta di indirizzo di intenti per il futuro della città basandosi su quelle che sono le caratteristiche del territorio (fisiche, culturali, storiche, turistiche, economiche, ambientali, sociali). Insomma questo nuovo strumento urbanistico dovrebbe raffigurare uno sguardo verso il domani avendo ben chiaro com'è ora il territorio e come si vuole che sia tra vent'anni, decidendo cosa valorizzare e cosa proteggere. Calandosi poi nello specifico dello studio, Gramigni ha detto di «essersi innamorato di questo territorio. Che forse non colpisce immediatamente ma ti entra nel cuore pian piano con le sue bellezze». Quindi ha poi evidenziato la modalità di analisi del territorio: «Abbiamo diviso la zona del Comune in tre grandi aree: quella del capoluogo, quella del Verde-Guidanese e infine quella della Valdantena e alta Valle del Magra». La visita nelle varie realtà del Comune ha regalato tante piacevoli sorprese: «Un territorio ricco di bellezze naturalistiche e culturali da difendere e valorizzare. Ad esempio la zona che da Pracchiola porta al Cirone e a Logarghena, potrebbe diventare una splendida porta d'accesso per le meraviglie naturalistiche del luogo». E poi ovviamente si è entrati nel merito delle costruzioni, Gramigni ha evidenziato come secondo il vecchio Piano Regolatore ci sono 200.000 mq. di costruzione da realizzare. Una cifra spropositata, specie pensando che la maggior parte dei borghi sono quasi disabitati: «Crediamo sia importante rivitalizzare l'esistente senza ulteriori carichi urbanistici che andrebbero solo ad intaccare la bellezza del territorio». La palla a quel punto non poteva che passare alla politica chiamata a dare degli indirizzi di sviluppo al Piano Strutturale. Il vicesindaco e assessore all'urbanistica, Piercamillo Cocchi, ha individuato sette punti principali che rappresentano l'impegno futuro dell'amministrazione in campo urbanistico. Primo aspetto la salvaguardia del territorio e la conservazione dei beni artistici, poi intervenire nelle zone degradate del Comune (l'assessore ha fatto l'esempio dell'ex cementificio nella zona sud di Pontremoli), quindi risolvere il problema del parcheggio nel capoluogo con la creazione di nuovi posti di sosta, dare incentivi per chi si attiva per il recupero di vecchie abitazioni nel centro storico, finanziare la realizzazione di istituti di natura sociale-ludica rivolta a giovani o anziani (strutture di cui il territorio ha forte bisogno, ha sottolineato Cocchi) ed infine la valorizzazione e la difesa dei borghi minori da troppo tempo abbandonati.
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