Il Tirreno

Aiuto, ora si è ristretta Partaccia

Chiara Sillicani
<b>PRESENTE E PASSATO.</b> Il bagno Ida com&#146;&egrave; oggi e il bagno Ida com&#146;era prima
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PRESENTE E PASSATO. Il bagno Ida com’è oggi e il bagno Ida com’era prima

Il mare porta via 20 metri di spiaggia. I balneari: servono nuove scogliere

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 MARINA DI MASSA. Il mare ha vinto: non si è portato via cabine e verande, ha fatto molto di più, ha cancellato Ronchi. Pochi chilometri e scopri che anche dove qualche barriera esiste, ha mostrato i denti, strappato all'arenile oltre 20 metri. In una sola notte. E ora Partaccia è in ginocchio: le vecchie scogliere parellele alla costa non ce l'hanno fatta, fragile baluardo davanti alle onde inferocite.  Una mareggiata così la ricordano solo i vecchi lupi di mare, tornando con il pensiero all'inverno del 1955.  Il confine tra terra e acqua non c'è più e l'immagine ha davvero poco di poetico. A Partaccia il mare rivela il passato: ha scavato per metri, eroso tonnellate di sabbia, portato alla luce resti di fognature, vecchi impianti elettrici, fondamenta. Da quelle parti, decenni fa, di spiaggia ce n'era fin troppa. E dove ora sorgono gli stabilimenti, c'erano i campeggi. Bene, le onde, la notte tra venerdì e sabato, hanno raggiunto la strada (quella interna, non viale delle Pinete) e i parcheggi. E quando, nel primo pomeriggio, si sono ritirate, sull'arenile "i resti del passato": vecchi mattoni, tubi con decine di fili elettrici. Le aste delle bandiere piegate dalla forza della corrente. E il lungo tubo di una vecchia idrovora. Negli anni' 70, dal porto di Marina di Carrara, la sabbia raggiungeva, lungo quel grande tubo, il litorale di Partaccia. Adesso eccola lì l'idrovora, in mezzo alla spiaggia. Giovanni Castagnoli, titolare dell'omonimo stabilimento, abita in una casetta all'interno del bagno. Ieri il mare lo ha svegliato in piena notte: travolto la veranda, spazzato via i giochi per bambini. Rammaricato, ci accompagna sulla battigia e traduce i danni in numeri: «20 metri di arenile volati via in una notte». Non va meglio ai bagni Oasi, Tropical, Vittorio. Giovanni parla chiaro: le scogliere parallele alla costa non ce la fanno più. Sono sprofondate sul fondale, nessuna barriera a fermare le onde. La richiesta è chiara: si rimetta mano alle scogliere, si riportino massi per alzarle. «Ronchi non c'è più - Giovanni sintetizza il concetto - e questa è la vera tragedia, ma evitiamo che il dramma si ripeta». Non ripetiamo il caso Ronchi, insomma. Ma in quel di Partaccia si può fare davvero poco - questo il dramma vero - perchè quell'area è in pieno Sin (Sito di interesse nazionale) e senza il via libera del ministero dell'Ambiente non si muove una foglia. Parola del sindaco Roberto Pucci: «L'accordo di programma è stato siglato a maggio, ma non sono stati ancora definiti gli atti indispensabili per svincolare dal Sin le aree a mare. Adesso, con il nuovo governo e la nomina di un nuovo direttore generale al ministero, le cose potrebbero cambiare». Insomma, il messaggio è chiaro: Ronchi è morto, ma Partaccia dà segni evidenti di malessere e se non si corre ai ripari, il rischio è un'altra tragedia. Non solo bagni (di privati) crollati, ma un altro tratto di litorale (quello sì che è di tutti) spazzato via.

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