Sicurezza
Picchiano collega e gli rapinano lo stipendio
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Sul pestaggio hanno indagato i carabinieri del nucleo radiomobile di Massa Albanese finisce all'ospedale con la mandibola fratturata
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MASSA. Aveva invitato alcuni connazionali a casa della parente che lo ospitava per vedere una partita del campionato romeno della massima serie (Liga I). Sei persone, cinque romeni e un albanese. Tutti operai, che lavoravano - e in certi casi lavorano - insieme. Tra un'azione e l'altra del match, tra un gol e una parata miracolosa il gruppo di amici beve del vino e della birra. E forse questo accende gli animi. E fa nascere idee strane in testa a due del gruppo. Uno di questi è proprio quello che ha invitato il resto della compagnia. Tutto nasce dal fatto che l'albanese ha appena riscosso lo stipendio, settecento euro. E non ha fatto in tempo a portarlo alla compagna. I due romeni lo sanno (non si sa se lo hanno invitato proprio per rapinarlo oppure se è stata una casualità) e mentre guardano la televisione confabulano tra di loro. E complice l'alcol che scorre a fiumi con il trascorrere dei minuti della partita decidono di mettere a segno un colpo. Settecento euro, devono aver pensato, sono un'ottima "tredicesima" imprevista per passare un Natale più ricco. Così, finito il match, mentre gli altri tre romeni se ne sono andati hanno pregato l'albanese a restare ancora un po' con loro. Per fare due chiacchiere e per finire la bottiglia di vino rimasta superstite. Lui non si fa pregare due volte e si toglie la giacca che aveva appena infilato e si rimette a sedere sul divano. Appena scolata la boccia di rosso però la coppia di operai mostra al collega "straniero" quali sono le vere intenzioni. Gli dicono che lo accompagneranno a casa, ma appena fuori e in un posto un po' isolato cominciano a pestarlo di brutto a suon di calci e pugni. L'albanese, malfermo sulle gambe per l'alcol ingurgitato, va giù a peso morto al primo gancio. I suoi aggressori invece di fermarsi continuano a tempestarlo di colpi. Fino a che non lo hanno lasciato immobile a terra con uno zigomo e la mascella in frantumi. Mentre la vittima era a terra che si contorceva per il dolore, gli hanno sfilato lo stipendio dalla tasca del giubbotto, gli hanno strappato la catenina d'oro dal collo e gli hanno portato via il cellulare. Poi lo hanno lasciato al suo destino. Dopo un'oretta l'operaio albanese ha ritrovato le forze per alzarsi e ha cominciato a camminare senza meta. Verso mezzanotte e mezza ha visto la caserma dei carabinieri e si è presentato al pianto che era in servizio. Il militare ha dato subito l'allarme, avvertendo i superiori e soprattutto chiamando un'ambulanza. Il nucleo operativo dell'Arma si è messo alla ricerca dei rapinatori. Ma non è stata un'indagine semplice perché il ferito, che dovrà essere operato a Pisa per ridurre le fratture alla mascella, aveva dei vuoti di memoria per una forte commozione cerebrale. È riuscito però a malapena a indicare la casa dove lo avevano invitato. I carabinieri hanno contattato la proprietaria dell'appartamento e hanno ricostruito la serata della rapina. Soprattutto individuando i presenti. La coppia è stata trovata in un'altra casa, sempre a Massa. Non hanno potuto negare e così sono stati arrestati con l'accusa di rapina aggravata. Il giudice ha concesso i domiciliari.
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