Il dolore
Unaltra giornata di ansia (e di ingenti danni) per i balneari di Ronchi: il meteo è disastroso
Mareggiata, via le cabine del Delfino
Melania Carnevali
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Quello che resta del bagno Delfino a Ronchi: cabine mangiate dal mare Un solo grido: «Altro che geotubi qui occorre una vera scogliera»
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MARINA MASSA. Un altro giorno di ansia per i balneari dei Ronchi che hanno passato l'intera giornata di ieri a vigilare i loro bagni, sfidando vento e pioggia, come per cercare di scongiurarne la distruzione. La situazione nel litorale non è migliorata, ma, piuttosto sembra peggiorare. Le onde continuano ad avanzare e stanno lentamente distruggendo anche il Bagno Delfino portandosi via docce e cabine. «Va tutto giù», sono le uniche parole che il signor Assagri, titolare dello stabilimento, riesce a pronunciare con voce strozzata mentre si butta sulle cabine, che stanno per essere portate via dalla corrente, per salvare il salvabile. I suoi amici salgono con lui, nella struttura traballante, per cercare di staccare porte e travi di legno e strapparli alle grinfie del mare. Nel frattempo, quasi rassegnata Valeria Manfredi, titolare del bagno Ida, guarda il mare portarsi via metro per metro quello che fino a due giorni fa era suo, e in silenzio si dispera. «Ero già venuta stamani sul presto a vedere com'era la situazione e sono dovuta scappare per il vento. - racconta avvilita Valeria - Non c'è più niente da fare, ora cadrà anche la cabina e non ci sarà più nulla». «Quello che mi fa arrabbiare - continua Valeria - è che ci hanno completamente abbandonati. Mille chiamate al Comune ai Vigili urbani e via dicendo, ma nessuna risposta. Ho chiamato per sapere come dovevo fare per la gente che entrava nel bagno per vedere i danni nonostante avessi chiuso con scritto "pericolo" e mi hanno risposto che dovevo arrangiarmi perché è proprietà privata. Ma dove sono le istituzioni nel momento del bisogno?». Preoccupati tutti i titolari degli stabilimenti. «Una mareggiata così non si è mai vista; - spiega Sara Benedetti titolare del Bagno Paradiso, al lato dell'Ida - già nel 2009 il mare aveva fatto danni, quando aveva invaso il Palmo. Ma così proprio no. Ora non smette. Noi non sappiamo neanche cosa sperare. Magari solo che finisca il maltempo e che poi prendano subito dei provvedimenti». Il mare sembra davvero non dare tregua. Mario Chiaramonte, un pescatore, lo guarda e scrolla le spalle. «Questo non è l'Adriatico che è un mare calmo, è il Tirreno, un mare agitato perché arrivano le correnti dell'Oceano Atlantico. Hanno fatto dei tubi che non servono a niente. Avrebbero dovuto fare una scogliera come davanti al Sayonara avrebbe fermato la mareggiata». Più indecisa sulle colpe sembra essere Valeria dell'Ida: «Come dice mio nipote quei geotubi sono solo delle salsicce inutili. A maggio - spiega - poi avevano levato una parte di scogliera qui davanti, che ora neanche si vede ovviamente perché coperta dalle onde. Da allora la spiaggia si è ridotta, ma io non so..»- si interrompe per guardare la pioggia che aveva incominciato a venire giù fitta, sovrastando con il rumore la sua voce - «Piove sul bagnato..», dice con una triste ironia, prima di girarsi e scappare a ripararsi in macchina.
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