La manifestazione
La Confindustria apuana prende posizione: continuare a mettere i bastoni fra le ruote frena lo sviluppo
«Il territorio faccia pace con le imprese»
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La sede di Assindustria 2 MINUTI DI LETTURA
CARRARA. «È prioritario riconciliare comunità locale e le attività industriali»: è questo il tema centrale di una lunga nota stampa firmata dalla Confindustria apuana. Che prende una posizione netta dopo i vari atti di accusa sollevati, soprattutto in questi ultimi mesi, riguardo l'insediamento del Nuovo Pignone in viale Zaccagna. Insomma gli industriali non ci stanno a passare dalal parte dei «cattivi» e, dati alla mano, sono pronti a fare pace con il territorio. Anche se, sostengono, l'ascia deve essere sotterrata da entrambe le parti, altrimenti si rischia di bloccare sempre di più lo sviluppo. «Insieme alla soluzione del nodo del Sin (operazione che non dipende dalle imprese ma fa capo ed è controllata dal Ministero dell'Ambiente!) c'è un altro problema da sciogliere una volta per tutte ed è la riconciliazione tra la comunità locale e le attività imprenditoriali nella zona industriale- si legge nella nota degli industriali - perché non ci sono lavoro e occupazione, e soprattutto non c'è nessun futuro per le giovani generazioni se si criminalizzano le imprese per fatti di cui non sono responsabili o se si usa strumentalmente la classificazione tra i Sin per sostenere che lo svolgimento di attività imprenditoriali al suo interno è automaticamente fonte di pericoli per la salute o di esposizione a rischi che semplicemente non ci sono». «E non si devono colpevolizzare le imprese se la bonifica non è ancora terminata: nel 2004 l'Associazione Industriali ha promosso un progetto collettivo per accelerarne i tempi ma per cause che non dipendono certo dalle imprese, l'Accordo di Programma è stato sottoscritto solo nel marzo 2011 e siamo ancora in attesa dell'incarico per il progetto definitivo - prosegue la nota - I comitati, i micro partiti e i gruppi di opinione che si scagliano contro tutti i nuovi investimenti nella zona industriale dovrebbero tenere presente un'altra lezione della storia delle aree industriali, ovvero che solo un tessuto imprenditoriale dinamico può generare le risorse necessarie per le bonifiche. E che se si continua a mettere pretestuosamente i bastoni tra le ruote dello sviluppo si ottiene il risultato opposto, ovvero si allontanano inesorabilmente le tanto invocate operazioni di risanamento».
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