Toscana
Giubilaro con Manotti «Non so se qui c'è omertà ma reazioni fuori luogo»
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Il procuratore capo Aldo Giubilaro è rimasto sorpreso dalla levata di scudi contro Manotti: il pm aveva accusato il territorio di omertà 2 MINUTI DI LETTURA
MASSA. «Dopo le parole del sostituto procuratore Federico Manotti sulla presunta omertà degli apuani, mi sarei aspettato da parte di tutti un momento di riflessione piuttosto che una difesa a spada tratta del territorio». A parlare è il procuratore capo Aldo Giubilaro: più che una difesa d'ufficio del suo ex collaboratore, il suo sembra piuttosto un consiglio a non abbassare la guardia per questioni di campanile. «Quelle parole meritano un'analisi attenta». Le parole del sostituto procuratore che ha condotto indagini come quella sui cimiteri oppure quella sulle residenze turistico alberghiere erano state davvero pesanti («ho trovato similitudini con la mia precedente esperienza a Reggio Calabria»), ma altrettanto dure erano state le parole di chi ha voluto mettere a tacere la polemica sul nascere. Reazione questa che ha stupito chi ha lavorato, seppur per poco, fianco a fianco con Manotti. E in particolare il suo capo. «Manotti - continua Giubilaro - ha fatto il pubblico ministero per sei anni in questa zona, è uno che ha toccato con mano i problemi e quindi se parla lo fa con cognizione di causa. Per carità, nessuno è infallibile ma comunque è degno di attenzione». Discorsi quelli del sostituto che è stato trasferito a Genova che il suo ex capo non può e soprattutto non vuole fare: «È troppo poco tempo che sono qui a Massa-Carrara. Quando prenderò conoscenza del problema potrò esprimermi, ma certo non lo posso fare a sensazione. Sarebbe sbagliato». E aggiunge: «Manotti è come se avesse indicato col dito un incendio e chi è intervenuto dopo di lui ha guardato il dito invece di assincerarsi che l'incendio ci fosse veramente». Il capo della procura apuana dà un vero e proprio consiglio: «Piuttosto che fare una difesa d'ufficio, avrei preferito vedere il territorio interrogarsi sulla veridicità o meno del fenomeno dell'omertà. Dopo un'attenta riflessione si poteva dissentire dal Manotti pensiero e lo si poteva fare a ragion veduta. Invece sono stati alzati dei muri dicendo che non era vero nulla. Hanno sbagliato i tempi, non so se hanno sbagliato nel merito però. Lo scoprirò».
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