Sicurezza
Re dei campeggi contro il Pignone
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Lorenzo Schiaffino Schiaffino fa ricorso urgente al capo dello Stato: vogliamo chiarezza
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CARRARA. «Quest'estate, quando la gente verrà in vacanza da noi, si chiederà se è finita nella zona industriale di Milano o in una località turistica. L'impatto di quello stabilimento del Pignone, a pochi metri dal mare è bruttissimo, antiestetico: ma soprattutto non sappiamo cosa avvenga dentro quell'azienda. Abbiamo provato a chiedere, a mettere le mani sui documenti: ma non abbiamo avuto nulla. Per questo abbiamo fatto ricorso straordinario al Capo dello Stato». Un ricorso urgente per cui, con delibera di giunta, si è costituito in giudizio, con una delibera di giunta, il Comune di Carrara. A puntare il dito contro il nuovo yard della General Eletric, in viale Zaccagna, questa volta non sono i finiani di Carrara. Non è la politica, ma un imprenditore del terziario, Lorenzo Schiaffino. Uno che di turismo se ne intende, visto che è titolare del campeggio Italia, nella zona della Partaccia, e per anni è stato fra gli azionisti dell'ostello Turimar. Non solo, è suo anche uno dei progetti (quello targato Porto turistico Apuano, al momento bocciato come tutti gli altri nati sotto la stella del decreto Burlando) per l'approdo turistico di Marina di Carrara. Ebbene Schiaffino non è stato con le mani in mano. E di fronte all'avanzare dello stabilimento di viale Zaccagna, prima ha chiesto documentazione. Si è informato sulle licenze: «Che non ci sono», dice. E sulla bonIfica dell'area dove sorge il nuovo insediamento industriale: «Non è stata ancora avviata e stanno lavorando in quello stabilimento da mesi». Poi, non arrivando ad avere i chiarimenti auspicati, ha presentato ricorso urgente al Capo dello Stato, contestando le delibere di giunta (regionale e comunale) che, di fatto, hanno dato il là all'insediamento della Ge, attraverso l'approvazione del «Protocollo per lo sviluppo, l'industrializzazione e il consolidamento occupazionale del polo Nuovo Pignone». «Dapprima mi ero rivolto al Tar - spiega Schiaffino - ma non avendo in mano nulla, nemmeno uno straccio di progetto, non era quella la sede deputata. E così ho presentato ricorso urgente al Capo dello Stato: certo adesso è parecchio indaffarato, ma sono sicuro che ci darà una risposta». «Noi siamo riusciti solo a conoscere un dato relativo allo stabilimento di vile Zaccagna - continua Schiaffino - e cioè, come hanno dichiarato al Ministero dell'Ambiente, che bruceranno 20 milioni di metri cubi di gas metano, quanto l'intero comune di Firenze. Ma in quali tempi? In una settimana o in un anno? Queste sono domande a cui attendiamo risposte. Fino ad oggi non è stato possibile averle». A.V.
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