Il Tirreno

Il reparto è fra i primi cinque per la terapia del tumore al pancreas

Oncologia, ancora giornate speciali: party per gli auguri e il 5 gennaio arriva Dolcenera

Barbara Monaco

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 CARRARA. La musica, i pasticcini, lo stare insieme, fanno parte ormai della filosofia del reparto di oncologia dell'ospedale cittadino. Non solo a Natale.  Di una cosa infatti è più che convinto il primario Maurizio Cantore: «alleviare lo spirito è altrettanto importante che occuparsi del corpo». Da quando dirige il reparto, cioè da ben 8 anni, ha sempre cercato di accostare a cure mediche di eccellenza la migliore accoglienza e qualità della vita possibili. Il reparto è all'avanguardia per le iniziative che qui si svolgono ormai da tempo. Dai concerti organizzati grazie al progetto "Donatori di musica", che ha portato in reparto da Gino Paoli a Moni Ovadia, da Elio e le Storie Tese a Dario Vergassola, al pianoforte e alla biblioteca a disposizione dei degenti, ai terrazzi fioriti ed alle pareti dipinte per allietare le lunghe giornate di chi quotidianamente deve fare i conti con un male qual è il cancro. E se per il 5 gennaio è attesa Dolce Nera, a breve, anche lo stilista Fiorucci, incantato dall'atmosfera che ha potuto conoscere al "4º piano" ha promesso che si occuperà, con la sua nuova linea "Love Therapy", dei colori e degli arredamenti che verranno utilizzati per le nuove sale presto a disposizione. Ma l'eccellenza del reparto carrarese non si ferma qui e le innovazioni sono anche in campo medico: «Sono venuto a conoscenza per puro caso - afferma Cantore - che il nostro metodo per la cura del tumore al pancreas è stato scelto fra i 5 più interessanti all'interno di un grande convegno, con ben 30 mila iscritti svoltosi a Chicago».  E la ragione per la quale il medico ne è venuto a conoscenza è anch'esso curioso: «Alcuni giorni fa ho ricevuto una e-mail da una ricercatrice canadese che, venuta a conoscenza della nostra ricerca ed essendo purtroppo ammalata, ha chiesto di poter venir curata da noi: a gennaio quindi arriverà da Montreal e qualcuno di noi andrà a prenderla all'areoporto di Pisa». Non nasconde certo un certo disappunto Cantore per le ultime polemiche scoppiate oltre Foce, in seguito alla sua proposta di chiudere il reparto massese in favore di quello carrarese, data l'esigenza di razionalizzare le spese sanitarie: «Sono state chieste per questo le mie dimissioni da parte dell'associazione per la salvaguardia della sanità massese e si è parlato di "macelleria sanitaria" e questo soltanto perché i pazienti da Massa sarebbero costretti a percorrere 6 chilometri e mezzo per raggiungere Carrara, per un reparto in cui tra l'altro, vengono curati pazienti provenienti da ogni parte d'Italia, non solo dal Sud, ma da Milano, Trieste, Verona". Insomma un'eccellenza riconosciuta anche dalla Regione, dopo la richiesta volontaria da parte del reparto di poter passare la visita di accreditamento che, con l'anno prossimo sarà obbligatoria per tutti gli ospedali toscani: «Si è trattato di un'esperienza meravigliosa anche per noi», dice Cantore, mostrando la lettera di apprezzamento ricevuta dalla direttrice sanitaria Maria Teresa De Lauretis.  

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