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IL DIFENSORE

«Non c'erano prove certe»

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 VIAREGGIO. «Sentenza frutto di un pregiudizio». L'avvocato Enrico Carboni, difensore di Cristina Ponzecchi, è netto nei confronti del provvedimento di condanna a carico della sua assistita emesso ieri dal Tribunale di Genova: «È una sentenza ricca di ombre e lacune, a partire dal fatto che sul danno subito dal professionista viareggino non c'è alcuna prova certa. Tutto si basa sulle sue dichiarazioni. Ripeto: del versamento del denaro non vi è alcuna prova».  I due professionisti che hanno sporto denuncia, sottolinea Carboni, «hanno creduto davvero ad ogni fandonia. Perfino a quelle raccontate sui rispettivi coniugi separati, descritti - come pure le loro famiglie - nei panni di esponenti di mafia e malavita organizzat di ogni genere».  Insomma, è la tesi del difensore di Cristina Ponzecchi, è davvero possibile che due professionisti riescano a finire «soggiogati dal gioco diabolico che portava a credere a tutto», come dichiarato dall'uomo nella deposizione resa al Tribunale di Genova?  Per quanto riguarda Pontremoli, come si ricorderà, la presentazione avvenne addirittura a Milano, a giugno; poi a luglio gli annunci dell'annullamento dei concerti più importanti (Gloria Gaynor, Al Jarreau, Tower of Power, Kool & The Gang, Earth Wind & Fire), e le denunce.  D.F.

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