Il dolore
Il mare si mangia i bagni Ida e Delfino
Melania Carnevali
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Bagno Delfino, la forza delle onde ha scalzato le fondamenta Scalzate le verande: e oggi i bollettini del mare prevedono onde alte sei metri
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MARINA MASSA. Il Bagno Ida, il Delfino, il Palmo rischiano di sparire. Ma persino alla Partaccia, dove l'arenile è più consistente, ieri ha vissuto nella preoccupazione. Il mare, con onde altissime, ha devastato la costa con furore. E i bagni di Ronchi, come è nella storia degli ultimi anni, hanno pagato subito un caro prezzo. Al momento in cui scriviamo i bollettini del mare indicano per la notte (ieri, ovviamente) e stamani l'apice della mareggiata. La speranza dell'oggi è di ritrovare ancora in piedi l'Ida, il Delfino e gli altri. «Il pericolo è la lunghezza dell'onda - spiega Maurizio Ragaglini, del Consorzio balneare Riviera Apuana - Il vento forte in realtà schiaccia il mare, il pericolo è quando molla e l'onda si allunga. Le previsioni danno purtroppo mare agitato, ovvero onde alte fino a sei metri. Sarà una notte drammatica». A Ronchi, dunque i problemi più grossi, seguiti anche dalla protezione civile. «Mi hanno chiamato stanotte avvisandomi della mareggiata e sono venuto a vedere. La spiaggia non c'era già più ma la veranda si, era solo un po' rotta. Ma ora guardi, non c'è più nulla!», racconta arrabbiato e amareggiato Luca Vece, bagnino e tuttofare, guardando quello che rimane del suo bagno: un casottino diventato ora una palafitta sul mare. E si, perché i venti metri di spiaggia, corrispondenti a quattro file di ombrelloni più battigia, ora non ci sono più e là, dove prima c'era la veranda del bar che d'estate si riempie di tavolini, ora c'è uno strapiombo di due metri con sotto onde che non sembrano dare tregua. Uno scenario post-apocalittico: dove prima c'era il Bagno Ida, ora c'è solo un mare infuriato. «La spiaggia - spiega Luca - non è a livello del mare, ma un po' rialzata. Così facendo però erode il terreno sotto e rischia di crollare tutto. Questa casettina domani rischia di non esserci più». La mareggiata sarebbe iniziata nelle prime ore del mattino di ieri e avrebbe portato via la spiaggia dei bagni che vanno dal piccolo torrente che costeggia viale della Repubblica fino al Bagno Palmo; nel pomeriggio le onde si sono spinte oltre portandosi via anche il cemento del Bagno Ida. Il piccolo torrente che costeggia il viale della Repubblica e sfocia a due passi dai bagni invasi dalle onde, si è riempito d'acqua. La situazione è critica anche per i bagni vicini. Lì, le onde si sono mangiate già una grande fetta dell'arenile, lasciandogli giusto una striscia di sabbia; dune, costruite con la sabbia probabilmente in previsione di una mareggiata, cercano di difendere i loro chioschetti. Ma le previsioni meteorologiche per stanotte non sono rincuoranti: le onde potrebbero arrivare a sei metri e le dune di sabbia potrebbero non bastare. Non è la prima volta che la furia del mare travolge e stravolge quella zona. Solo due anni fa una mareggiata aveva inondato il Bagno Palmo e distrutto tutto la stabilimento. Ora la storia si ripete e inizia la "caccia al colpevole". «La colpa - continua Luca infuriato - è di questi Geotubi che dovrebbero avere la stessa funzione delle scogliere e invece non servono a nulla. Anzi. Non fanno defluire le correnti e questo è quello che succede. L'amministrazione pubblica avrebbe fatto bene a spendere il suo tempo e i suoi soldi in altro modo. Hanno sprecato soldi utili. E ora pretendiamo delle risposte». «Noi speriamo - continua Luca - che questo faccia innescare un meccanismo di tutela dell'ambiente costante. Noi lavoriamo e sudiamo anni per poi vedere sparire i nostri risparmi in un giorno. Non è giusto. Non può pagare sempre chi lavora tutta la vita. E poi bisogna sfatare questo mito dei proprietari dei bagni che lavorano l'estate e tutto l'anno non fanno nulla. Guardate. Noi abbiamo sempre dei problemi da superare!». Disperati i balneari. Che vedono una vita di lavoro, investimenti e speranze andare sott'acqua. Il problema sono i lavori anti erosione: soldi ma soprattutto un programma organico di intervento a levante come a ponente. Perchè il tempo, purtroppo, per il mare è scaduto.
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