Il Tirreno

Per l’antimafia il patrimonio dell’ex commerciante è sospetto. Il tribunale deciderà la confisca

Usura, sequestro da 6 milioni

In alto Aldo Costa, il settantenne a cui la Dia ha sequestrato beni per sei milioni di euro tra immobili, terreni, soldi e titoli; a destra la procura di Massa
◗
In alto Aldo Costa, il settantenne a cui la Dia ha sequestrato beni per sei milioni di euro tra immobili, terreni, soldi e titoli; a destra la procura di Massa

La Dia congela soldi, terreni e immobili a un settantenne

2 MINUTI DI LETTURA





 MASSA. Beni per sei milioni di euro sono stati sequestrati ad Aldo Costa, settantenne residente a Viareggio, ma originario di Carrara, nell'ambito di un'operazione della Dia di Genova e Firenze. Il decreto di sequestro anticipato di beni è stato emesso dal presidente del tribunale di Massa - sezione per le misure di prevenzione.  Il provvedimento è stato emesso in accoglimento della richiesta di applicazione della confisca dei beni formulata dal procuratore di Massa a seguito di attività investigativa svolta dal centro operativo Dia di Genova.  Tra i beni sequestrati ci sono anche 29 unità immobiliari, tra appartamenti e terreni, quasi tutti insistenti a Massa, ma anche a Viareggio e Roma. Sequestrati inoltre un'auto Saab e un milione di euro tra titoli e depositi bancari. Patrimonio che, secondo gli inquirenti - il procuratore capo Aldo Giubilaro e il colonnello Luigi Marra, capo del centro della Dia di Genova -, era frutto dell'attività di usura di Costa.  Adesso toccherà all'anziano dimostrare che la ricostruzione della Dia è sbagliata. Come? Per esempio dimostrando come ha ottenuto il denaro che gli è servito per realizzare il suo piccolo impero immobiliare.  Gli investigatori sono arrivati al sequestro dei beni analizzando i flussi finanziari bancari, la condotta e il tenore di vita del settantenne, e ricostruendo le 54 compravendite immobiliari che negli anni lo hanno riguardato sia come cedente che come acquirente. Gli investigatori hanno quantificato una sperequazione economica di oltre due milioni di euro.  Costa era già noto alle forze dell'ordine per numerose segnalazioni in materia di usura e emissione di assegni a vuoto. Non solo: nel 2004 era stato imputato, in concorso con altri, del reato di usura e aveva patteggiato la pena di un anno e due mesi di reclusione, sentenza divenuta irrevocabile il 17 febbraio 2005. Secondo la Dia l'uomo avrebbe praticato usura sin dagli anni Ottanta. Non si è proceduto penalmente perchè il reato era già prescritto. E anche perché contro di lui non c'erano delle denunce.  All'inizio Costa aveva una piccola attività commerciale: riparava strumenti musicali. Poi la storia dell'usura e il reddito che aumentava. Oggi sfiora i sessantamila euro. Cifra però che non giustifica le continue compravendite di immobili e soprattutto non giustifica un patrimonio immobiliare di questo tipo, secondo la Dia almeno. Tanto che è scattato il sequestro, che potrebbe diventare confisca nel caso il tribunale non ritenesse congrue le motivazioni che il settantenne presenterà durante l'udienza di convalida del provvedimento (prevista entro la fine dell'anno).

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Finanza

Pisa, sequestrati oltre 118mila prodotti falsi: dalle carte da gioco alle griffe della moda - Valore 650mila euro

di Redazione Pisa