Il Tirreno

IL PUNTO

Tra gestioni disastrose e un rogo doloso, a pagare saranno i cittadini

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 MASSA. Un'azienda pubblica - Cermec - che doveva essere il fiore all'occhiello nella trasformazione dei rifiuti, sommerso di debiti e in concordato prevenivo. Un'impianto pubblico-privato - ErreErre - che doveva trasformare i rifiuti in "bricchette", (combustibile per altiforni), che detiene l'inquietante record di avere prodotto debiti record e di essere andato in fallimento senza mai neppure entrare in funzione, di essere stato sequestrato dai Nas e di essere andato a fuoco in un oscuro episodio doloso. Aldilà delle gravissime responsabilità penali sospettate, questa inchiesta fa emergere una disastrosa gestione politica del cosiddetto ciclo dei rifiuti. Perchè il tracollo di Cermec ed ErreErre era ampiamente annunciato ed evitabile da parte di Comuni e Provincia che sono soci di maggioranza delle due società.  Va ricordato, peraltro, che l'inchiesta sui conti di Cermec è partita dalla visita dei sindaci Angelo Zubbani e Roberto Pucci in procura. I quali, dopo l'insediamento del nuovo Cda guidato da Ugo Bosetti e sulla scorta dei risultati della due diligence voluta dal nuovo management, andarono a denunciare che "qualcosa" non andava nell'azienda.  Le conseguenze, comunque, le pagheranno i cittadini: i Comuni di Carrara e Massa dovranno affrontare un salasso finanziario (solo Massa dovrà pagare 7,6 milioni di euro in 5 anni) per salvare Cermec. E quesi soldi, probabilmente, arriveranno dall'aumento della tassa sui rifiuti. C.F.

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di Redazione Massa