Italia
Test sull'auto dell'omicida di Giacò
Fabrizio Palagi
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La scena del delitto a sinistra Antonio Silvestro e in alto Antonio Lanzano Il pm chiede l'incidente probatorio per individuare eventuali altre tracce di polvere da sparo
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CASTELNUOVO MAGRA. A quasi un anno dalla feroce esecuzione del consigliere comunale Andrea Giacomelli, le indagini sul delitto segnano un nuovo risvolto: stamani, infatti, il pm chiederà al giudiuce per le indagini preliminari di formalizzare un incidente probatorio per verificare se il presunto omicida fosse solo oppure se nell'auto usata per l'appostamento vi sia stata qualche altra persona. Dietro le sbarre, al momento, ci sono due persone, una a Chiavari e l'altra nel carcere di Poggioreale: si tratta rispettivamente del 21enne Antonio Lanzano e di Antonio Silvestro, 40 anni, entrambi di Afragola, cittadina del Napoletano. Silvestro si è subito addossato ogni colpa, dicendo di aver fatto tutto da solo, compreso il lungo viaggio dalla Campania alla Val di Magra dove, all'alba del 30 dicembre di un anno fa, freddò con sette colpi di pistola il rivale in amore, appunto Andrea Giacomelli, 37 anni, colpevole soltanto di aver iniziato una relazione con la ex moglie di Antonio Silvestro, la 32enne Rita Castaldo che lo aveva lasciato tempo addietro. L'omicidio avvenne in via Palvotrisia, dove Giacomelli abitava con la Castaldo: ad attendere l'uscita di casa di Giacò, come da tutti era conosciuto il consigliere comunale, nonchè barista, c'era lo stesso Silvestro, armato di pistola. La successiva autopsia stabilì che le armi usate erano due: un revolver e una semiautomatica calibro 7,65. Antonio Silvestro che, come detto, si addossò ogni colpa quando venne fermato dai carabinieri di Casoria, nel Napoletano, la notte successiva al delitto: in poche ore aveva percorso i circa mille chilometri che separano la sua città da Castelnuovo Magra: un tragitto peraltro coperto all'incontrario il giorno precedente quando l'uomo partì dalla Campania alla volta della Val di Magra. Silvestro finì quindi in carcere, imitato, pochi mesi dopo, dal concittadino Antonio Lanzano che, a seguito di indagini, venne arrestato il 16 marzo scorso con l'accusa di aver in qualche modo aiutato Antonio Silvestro. Da qui l'incidente probatorio per stabilire se Silvestro era davvero solo durante il doppio viaggio e, principalmente, al momento della esecuzione di Giacomelli. Amtonio Silvestro è difeso dall'avvocato Raimondo Capasso, mentre Lanzano si avvale del legale Domenico Chianese, entrambi del Foro di Napoli. A sostegno dell'ipotesi di un complice o quantomeno di uno spalleggiatore di Antonio Silvestro, il ritrovamento a bordo della sua auto di una foto tratta da Facebook che ritraeva Andrea Giacomelli. Perchè, si damandarono gli inquirenti, quella specie di foto segnaletica dato che Silvestro conosceva bene Giacò? C'era quindi qualcun altro assieme a Silvestro? Una persona che forse non conosceva personalmente il consigliere comunale e quindi in necessità di avere un immediato riscontro visivo, appunto permesso da quella foto? A margine del tutto, il coinvolgimento di una terza persona, nell'intricato quadro d'indagine, però accusata soltanto di aver fornito false informazioni agli inquirenti: si tratta di un 20enne anch'egli di Afragola.
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