Il Tirreno

Scandalo Cermec, 19 indagati

Claudio Figaia
<b>IL ROGO.</b> Il capannone di ErreErre dopo l&#146;incendio doloso di quest&#146;estate
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IL ROGO. Il capannone di ErreErre dopo l’incendio doloso di quest’estate

Corruzione, truffa, associazione a delinquere. Nel mirino anche politici

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 MASSA. Diciannove indagati per lo scandalo Cermec ed ErreErre. E tra di loro, uomini politici di rilievo. La sostituto procuratore Rossella Soffio ha firmato l'atto di chiusura indagini sulla "malagestio" degli impianti per il trattamento dei rifiuti, una storia in cui si intrecciano sospette truffe all'Unione europea, evasione fiscale, false fatturazioni, abusi edilizi, abusi d'ufficio.  E anche associazione per delinquere e corruzione. Ipotesi di reato, quest'ultima, che chiama in causa il livello politico dell'affaire, con presunti finanziamenti di campagne elettorale e versamenti di denaro, in cambio di coperture agli illeciti commessi.  Tra gli indagati ci sono Roberto Vaira, Luciano Bertoneri e Domenico Del Carlo. Il primo è stato presidente del Cda di Cermec dal 2003 al 2005, quando cambiò poltrona e divenne direttore dell'azienda. Lasciando a Luciano Bertoneri la presidenza (carica che tenne dal 2005 al 2009). Domenico Del Carlo, invece, è legale rappresentante della Delca Spa di Vicopisano, società per il trattamento dei rifiuti che è la principale fornitrice di servizi per Cermec e partner privato dello stesso Cermec in ErreErre. I loro nomi erano già emersi la scorsa estate, quando Fiamme gialle e carabinieri del Nas inviarono i primi avvisi di garanzia. I nomi delle altre 16 persone finite sotto inchiesta, invece, restano per ora top secret, anche perchè le notifiche di fine indagini non sono ancora state loro comunicate.  L'indagine della dottoressa Soffio sembra avere le caratteristiche del classico scoperchiamento di un pentolone in cui si mescolano illeciti fiscali a corruzione di politici, clamorosi abusi edilizi - ErreErre è stata costruita in un'area in cui non poteva nascere un impianto di quel genere, perchè non c'era stato il cambio di destinazione d'uso - utilizzo "allegro" di carte di credito aziendali, manovre illegali per ottenere fondi pubblici.  Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, Delca fatturava a Cermec trasporti di rifiuti e altri servizi in realtà mai effettuati. Consentendo così una colossale evasione delle imposte. Il giro di operazioni inesistenti emerso dagli accertamenti della Gdf sarebbe di oltre 16,5 milioni di euro l'Iva evasa circa 1,7 milioni.  Per quanto riguarda, invece, ErrErre, il filone principale riguarda la truffa aggravata. Secondo gli inquirenti i costi per la realizzazione dell'impianto sarebbero stati gonfiati ad arte con un giro di false fatturazioni, allo scopo di ottenere maggiori finanziamenti dall'Unione Europea. Un giochetto che sarebbe costato diversi milioni di euro ai contribuenti di tutta Europa, visto che i costi per la costruzione dell'impianto salirono dai 16 milioni di previsione iniziale a 23 milioni finali.  All'attenzione degli inquirenti, poi, anche le "spese di rappresentanza" di ErreErre: cene e pranzi in ristoranti di prestigio della nostra zona e della Versilia per 57mila euro, spese non facilmente spiegabili visto che ErreErre non è mai entrata in funzione.  La carta di credito aziendale di Cermec, invece, è stata usata per acquistare abbigliamento e per saldare i conti di alcuni ristoranti piuttosto "in".  Infine, la catena dei (mancati) controlli - chi autorizzò, ad esempio, la scelta del socio privato Delca per costituire ErreErre? Perchè l'impianto venne costruito senza pensare neanche all'allaccio con la rete del metano? - e quella dei presunti finanziamenti a partiti e uomini politici. È lo scandalo della spazzatura.

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