Sicurezza
Lavacchio, ecco chi è sotto inchiesta
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La frana di Lavacchio è costata la vita a Nara Ricci e al figlio Mattia Tre funzionari della Provincia, un capo cantoniere e un professionista
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MASSA. Dopo la notizia degli indagati nell'inchiesta sulla frana del Lavacchio, costata la vita a Nara Ricci e al suo piccolo Mattia, ecco il nome delle persone iscritte nel registro degli indagati. Si tratta di quattro funzionari della Provincia, un libero professionista e il titolare della ditta che ha eseguito i lavori contestati dai periti nominati dai pm Rossella Soffio e Federico Manotti. Si tratta di Giuliano Arrighi, capo settore dei lavori pubblici della Provincia; Mauro Alberti, responsabile servizio strade; Nicola Rossetti, responsabile servizio di costa; Libero Ballerini, capo cantoniere b(colui che aveva il compito di verificare lo stato delle strade). Il libero professionista che ha certificato i lavori invece è Antonio Cirillo e il titolare della ditta è Paolo Busticchi. Per loro l'accusa è di omicidio colposo plurimo e disastro colposo. Secondo la procura, con le loro condotte, hanno cagionato una frana. Quella che ha ucciso Nara Ricci e Mattia Guadagnucci. A ciascun indagato, però, gli inquirenti contestano specifiche condotte, in base al ruolo e alle funzioni svolte. Nel mirino ci sono alcuni lavori realizzati sulla strada, proprio sopra la casa della famiglia Guadagnucci. Lavori iniziati nel 2004 e terminati nel 2006. Con uno scopo (almeno secondo i due pm): convogliare e irregimentare le acque piovane mettendo in sicurezza il versante. Quei lavori, però, non sono stati svolti correttamente: troppo piccolo - sempre stando all'ipotesi degli inquirenti - il diametro del tubo di raccolta acque, troppo pochi i pozzetti e le cunette che avrebbero dovuto guidare le acque piovane verso le canale di scolo. L'attenzione si è focalizzata, fin dall'inizio dell'inchiesta, sulla Provincia perchè è palazzo ducale ad avere la competenza sulla strada che, passando da Lavacchio, conduce fino a Bergiola. Se da una parte MAnotti-Soffio contestano l'esecuzione dei lavori, dall'altra gli inquirenti ipotizzano anche alcune omissioni: ritengono, ciò, che determinati interventi siano stati eseguiti (anche se muovono dubbi sulle modalità) e che invece altri, indispensabili, non siano mai stati fatti. La Procura ha tirato le somme dopo aver analizzato la perizia consegnata nei giorni scorsi dall'ingegnere Paolo Rabitti e dal geologo Gian Paolo Sommaruga. Ofretti indagato. Chiuse le indagini anche sulla frana del Mirteto. Conbfermata l'iscrizione nel registro degli indagati dell'assessore Andrea Ofretti, assessore all'ambinete del Comune di Massa. Per lui l'accusa è di abuso di ufficio. Accusato di frode e di truffa, invece, Silvano Paganini, direttore tecnico del cantiere di via Montalbano. Gli vengono contestati lavori fatturati e mai eseguiti e il falso uso dell'elicottero (in realtà gonfiato) per il trasporto dei materiali.
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