Finanza
Ennesimo parto in ambulanza ed è polemica
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Mezzo del 118 Il mezzo del 118 stava trasportando la puerpera da Fivizzano a Massa
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FIVIZZANO. Ancora un bebè lunigianese nasce in ambulanza dopo la chiusura dei reparti di ostetricia prima a Fivizzano e poi dal febbraio scorso a Pontremoli. I vagiti del piccolo sono echeggiati all'interno del mezzo di soccorso ovviamente durante il tragitto verso il materno infantile di Massa, ormai l'unico centro provinciale allestito per questi tipi di eventi. Il fatto è accaduto nei giorni scorsi quando Simona Duranti, al settimo mese, ha avuto le doglie mentre era nella sua abitazione di Campiglione, sulle alture della Valle del Lucido. È stato così chiamato il servizio 118 che è prontamente partito dall'ospedale di Fivizzano per raggiungere la a casa della partoriente. Arrivati sul posto, il medico e l'infermiera hanno provveduto subito al trasferimento della donna al vicino ospedale di Fivizzano dove la giovane è giunta in già procinto di partorire. Ma le procedure disposte dall'Asl Apuana non hanno permesso al nascituro di completare la sua venuta alla luce nel nosocomio fivizzanese quindi in osservanza del "percorso nascita" il medico di guardia ha disposto il trasferimento della donna al dipartimento materno infantile presso l'Opa di Massa. Durante gli oltre cinquanta chilometri che separano Fivizzano da Massa è avvenuto il lieto evento con la nascita del piccolo Marco che è venuto alla luce senza alcuna complicazione a soli sette mesi. Naturalmente la notizia ha destato nuovamente malumori e a farsene portavoce ancora una volta è il comitato Pro ospedale di Pontremoli che torna a ribadire quanto sia necessario che una zona disagiata e montuosa come la Lunigiana sia attivo un punto nascita per salvaguardare la sicurezza di mamma e nascituro.
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