Il dolore
LAGGUATO
Crivellato all'alba nel parcheggio di casa
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CASTELNUOVO MAGRA. Faceva un freddo cane quella mattina in cui Andrea Giacomellì venne ucciso a colpi di pistola nel parcheggio sotto casa, in via Palvotrisia. Era da poco giorno e, come sempre, Giacò stava avviandosi verso il bar Jolly che gestiva nel vicino centro commerciale La Miniera. La sua donna, Rita Castaldo, ex moglie di Antonio Silvestro dal quale ha avuto due figli, era già uscita per andare al lavoro. Ma il bar Jolly, quella gelida mattina restò chiuso, dato che la vita del consigliere comunale, conosciutissimo in tutta la zona, venne spezzata dalla grandinata di piombo che si abbattè all'improvviso su di lui mentre stava raggiungendo l'auto parcheggiata. Il corpo restò lì per ore, pietosamente coperto da un telo, nello stesso punto in cui, alcuni mesi dopo, venne posta una targa in ricordo di Giacò, la cui "grande" colpa, secondo il tragico ragionamento di Antonio Silvestro, era quella di essersi messo con la sua ex donna. Una relazione che non gli è andata giù, forse più del fatto di essere stato in precedenza lasciato dalla moglie. Da qui il rancore covato da tempo, sfociato, all'alba di quel giovedì 30 dicembre 2010, in una raffica di proiettili che mise fine alla vita di Giacò. F.P.
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