Il Tirreno

«Cinque ore di attesa per un disguido»

L’ospedale di Pontremoli
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L’ospedale di Pontremoli

Stefano Paglini (La Destra): odissea al pronto soccorso

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 PONTREMOLI. «Ecco la mia odissea sanitaria» racconta Stefano Paglini, responsabile de "La Destra in Lunigiana", riferendosi, afferma, a quanto a lui accaduto nell'ospedale Sant'Antonio Abate.  «Capita che i ragazzini quando giocano a calcio si possano far male - esordisce Paglini - e quindi il primo passo è andare al pronto soccorso dove, a quanto so, per prima cosa dovrebbe fare una ecografia o i raggi ics, oppure entrambi. Invece è capitato che a mio figlio non hanno fatto niente, tranne dare appuntamento per l'ortopedico il giorno dopo. Ricevuti dallo specialista, ci è stata chiesta una lastra dei rx e lui si è meravigliato che non l'avevamo, allora ci ha mandato al pronto soccorso per fare sia la rx che l'ecografia. Quest'ultima è stata fatta subito e anche la busta con i risultati, per i raggi invece non ci ha chiamati nessuno; siamo rimasti in sala d'attesa ad aspettare e, a un certo punto, ho chiesto spiegazioni. Mi è stato detto che il personale era in riunione e che dovevamo attendere: strano era l'ora di pranzo. Insomma, due ore dopo a mio figlio gli è stata fatta la rx, ma per i risultati c'era ancora da aspettare. Alloro ho chiesto quanto ci vuole di solito per avere la lastra e, in risposta, mi è stato detto che c'è un solo dottore e che nel frattempo devo stare seduto ad aspettare. Passata un'ora ci rilasciano una busta con i risultati dei raggi che vanno portati al pronto soccorso dove, però, ci rimandandano dall'ortopedico che ci dà il suo referto. Insomma, orologio alla mano, quando siamo finalmente usciti erano le 15,30: eravamo entrati alle 10,30. Quindi siamo stati trattenuti ben cinque ore, per un disguido del giorno prima al pronto soccorso».  Paglini così coclude l'intervento: «Secondo me, vedendo questo caso personale, non sono i reparti che vanno eliminati, bensì coloro i quali non sanno fare bene il loro lavoro. Per il buon andamento dell'ospedale e quindi della sanità, sono proprio queste persone che meritano di essere allontanati. Ho detto per il bene della sanità in generale, senza però dimenticare quello dei pazienti che pagano un servizio e hanno il diritto che funzioni a dovere».

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