Il Tirreno

Stalla distrutta da un incendio muoiono oltre 200 capi di bestiame

Stalla distrutta da un incendio muoiono oltre 200 capi di bestiame

Il rogo è avvenuto a Forno e ha coinvolto pecore, agnelli e capre. Secondo i carabinieri, che stanno indagando sul fatto, il rogo sarebbe di origine dolosa. Pochissimi animali sono rimasti vivi

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Ha tutta l’aria di essere doloso l’incedio che a Forno ha provocato una strage di pecore, agnelli e capre. In tutto i capi che sono arsi vivi sono poco più di duecento. Una morte orribile per i poveri ovini e un danno che rischia di mandare in ginocchio il proprietario degli animali Evaristo Alberti, pastore di 45 anni. Gli sono rimasti tre pecore e quattro agnellini, accecati dalle lingue di fuoco. L’uomo li ha portati a casa e proverà a salvare almeno loro, ma serviranno 48 ore di cure antibiotiche. Le speranze sono davvero poche. I carabinieri, che indagano sull’accaduto, hanno sequestrato quel che resta della stalla e il terreno.

Il pastore si è accorto che la stalla aveva preso fuoco quando ormai era troppo tardi. Ha raggiunto la stalla, che si trova a Vergheto, sopra Forno, verso le cinque del mattino. Come sempre. Abita un paio di chilometri più in basso rispetto al terreno dove tiene l’allevamento. Davanti al povero pastore, nonostante il buio, l’immagine che mai avrebbe voluto vedere. La baracca ridotta un cumulo di lamiere contorte e tanti cumuli di color nero. Erano le carcasse carbonizzate. In mezzo a questo scempio le pecore ancora vive e un lamento quasi impercettibile. Era il cane Buck, che ha evitato le fiamme rifugiandosi - probabilmente per caso - sotto gli ovini. Buck ieri mattina respirava a fatica e aveva la pelliccia a chiazze, con la pelle sollevata dal calore che si è sprigionato in quella stalla.

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