Il Tirreno

Sangue a Villafranca. Davanti al gip ha detto di essere pentito e non ricordare nulla della notte dell’aggressione

L'accoltellatore torna a casa

Fabrizio Palagi
I carabinieri sul luogo della aggressione e a destra Luca Bertolini
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I carabinieri sul luogo della aggressione e a destra Luca Bertolini

Domiciliari per Luca Bertolini dopo il ferimento di due conoscenti

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 VILLAFRANCA. «Luca Bertolini è pentito e non sa darsi pace di quanto accaduto in quella assurda notte di cui però ricorda poco o nulla. Adesso è agli arresti domiciliari e quindi avrà modo di riflettere meglio». Così l'avvocato Ezio Tomellini, difensore, assieme al figlio Luca, del 20enne che ha accoltellato in auto i due giovani che lo avevano appena accompagnato sotto casa.  I due legali hanno lo studio poco distante dall'abitazione di Luca Bertolini che, poco prima dell'alba di sabato scorso, ha ferito con un coltello da cucina i fivizzanesi Matteo Canori e Massimiliano Ginesi, rispettivamente di 31 e 27 anni, i quali, dopo averlo incontrato in un bar di Terrarossa, si erano offerti di accompagnarlo a Villafranca dove il giovane risiede con la famiglia.  Poi la improvvisa aggressione in auto durante la quale i due improvvisati accompagnatori sono stati feriti in maniera fortunatamente non grave dalle coltellate inferte da Bertolini: al collo Ginesi, al torace Canori.  «Nella mattinata di lunedì scorso - riferiscono gli avvocati Ezio e Luca Tomellini - il nostro assistito è stato ascoltato nel carcere di Massa dal gip Giuseppe Laghezza. In lacrime ha raccontato quel poco che ricordava dato che, come lui stesso ha ammesso, in un locale di Terrarossa stava festeggiando la vittoria ottenuta dalla squadra di calcio in cui gioca, l'Atletico Terrarossa, di fatto assumendo sostanze alcoliche. Poi, all'interno del bar è successo qualcosa di cui non sa rendere conto, se non il fatto di essere stato colpito da qualcuno. La sua memoria si è oscurata a quel punto, dato che, di quanto accaduto in seguito, Bertolini non ne ha ricordo. Comunque adesso è tornato a casa, come disposto dal magistrato, con le accuse di lesioni personali aggravate e porto abusivo d'arma da taglio».  L'arma in questione, un coltello da cucina, è stata usata da Luca Bertolini contro Matteo Canori e Massimiliano Ginesi mentre i due erano in auto ad attendere il giovane, salito un attimo nella propria abitazione «per prendere del denaro - aveva detto loro - allo scopo di andare a fare colazione tutti assieme al bar».  Quando, poco dopo le 3,30 della notte tra venerdì e sabato scorsi, il 20enne è tornato in auto, i due amici non hanno notato nulla di strano nel suo comportamento dato che, durante il viaggio da Terrarossa a Villafranca, il ragazzo pareva essersi tranquillizzato dopo l'alterco avuto nel bar. Poi, stando alla ricostruzione dei fatti, improvvisamente è scattata l'aggressione, prima nei confronti di Canori che era sul sedile posteriore dell'auto, poi verso Ginesi, seduto al posto di guida.  Alcuni fendenti hanno raggiunto i due amici, ferendoli entrambi in maniera non grave. Nel parapiglia scatenatosi in auto, Matteo Canori è riuscito per primo ad aprire la portiera del mezzo e darsi alla fuga, poco dopo imitato da Massimiliano Ginesi. Momenti di paura nei quali però i due sono riusciti a telefonare col cellulare ai carabinieri, accorsi in breve sul posto dato che una loro autopattuglia era nei pressi.  Così i due feriti sono stati soccorsi e trasportati al pronto soccorso di Pontremoli, mentre Luca Bertolini, nel frattempo rientrato a casa, è stato raggiunto dai militari e condotto in caserma.

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