La manifestazione
Frana a Lavacchio, 5 indagati
Chiara Sillicani
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LA TRAGEDIA DEL 31 OTTOBRE 2010. Sopra la foto di Nara Ricci, morta a Lavacchio A sinistra: Rossella Soffio e Federico Manotti A destra: una foto della casa distrutta Nel mirino della Procura dipendenti della Provincia e professionisti
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MASSA. I consulenti hanno depositato la perizia pochi giorni fa. Sulla scrivania dei sostituti Rossella Soffio e Federico Manotti. Gli inquirenti hanno passato al vaglio ogni minimo dettaglio e hanno definito il quadro: 5 iscrizioni nel registro degli indagati per la frana di Lavacchio. Tra questi dipendenti della Provincia e di una ditta che ha svolto lavori su quel versante. Nel mirino anche un professionista. La Procura ipotizza il reato di omicidio colposo e di disastro colposo, per aver cagionato, con condotte colpose, appunto, una frana. Quella che ha ucciso Nara Ricci e Mattia Guadagnucci. A ciascun indagato, però, gli inquirenti contestano specifiche condotte, in base al ruolo e alle funzioni svolte. Nel mirino ci sono alcuni lavori realizzati sulla strada, proprio sopra la casa della famiglia Guadagnucci. Lavori iniziati nel 2004 e terminati nel 2006. Con uno scopo (almeno secondo la Procura): convogliare e irregimentare le acque piovane mettendo in sicurezza il versante. Quei lavori, però, - questa chiaramente la tesi dell'accusa - non sarebbero stati svolti correttamente: troppo piccolo - sempre stando all'ipotesi degli inquirenti - il diametro del tubo di raccolta acque, troppo pochi i pozzetti e le cunette che avrebbero dovuto guidare le acque piovane verso le canale di scolo. L'attenzione si è focalizzata, fin dall'inizio dell'inchiesta, sulla Provincia perchè è Palazzo ducale ad avere la competenza sulla strada che, passando da Lavacchio, conduce fino a Bergiola. Ma adesso Federico Manotti e Rossella Soffio avrebbero mosso, come dicevamo, contestazioni specifiche a ciascun indagato, individuandone competenze, ruoli e funzioni. E se, da una parte, contestano l'esecuzione dei lavori, dall'altra gli inquirenti ipotizzano anche alcune omissioni: ritengono, ciò, che determinati interventi siano stati eseguiti (anche se muovono dubbi sulle modalità) e che invece altri, indispensabili, non siano mai stati fatti. La Procura ha tirato le somme dopo aver analizzato la perizia consegnata nei giorni scorsi dall'ingegnere Paolo Rabitti e dal geologo Gian Paolo Sommaruga. Con il documento tra le mani, i due sostituti hanno definito eventuali profili di responsabilità e possibili nessi di causalità tra i lavori eseguiti (o non eseguiti) lungo la strada e la frana assassina. La fine della scorsa settimana la chiusura delle indagini e le 5 iscrizioni nel registro degli indagati. Gli avvisi di garanzia sono in fase di notifica proprio in questi giorni. Nel mirino della Procura non ci sarebbero uomini politici. Gli inquirenti, quindi, dopo le 10 iscrizioni per la frana di Mirteto (cui pare se ne siano aggiunte di nuove), chiude l'inchiesta anche su Lavacchio. In quel paesino, nella prima collina, la notte del 31 ottobre 2010 hanno perso la vita Nara Ricci e il suo Mattia Guadagnucci, di soli due anni. Tutta Lavacchio, chiedeva risposte. Per gli inquirenti è stato un lavoro complesso e a lungo hanno lavorato i consulenti chiamati a stendere anche la perizia sulla frana di Mirteto, costata la vita ad Aldo Manfredi. Con la relazione, i due sostituti hanno ricostruito il quadro, definendo le ipotesi di accusa. E iscrivendo cinque persone nel registro.
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