Il Tirreno

C'è Bertinotti, salta il consiglio

<b>EX LEADER.</b> Fausto Bertinotti al Teatrino dei Servi
◗
EX LEADER. Fausto Bertinotti al Teatrino dei Servi

Rinvio su pressione di Sel, Rifondazione protesta

2 MINUTI DI LETTURA





 MASSA. C'è Bertinotti, il consiglio comunale non si fa. E la comunicazione arriva con un sms. L'arrivo dell'ex presidente della Camera in città - ieri al teatro dei Servi per un'iniziativa dal titolo "Rompere il recinto" - ha portato al rinvio a venerdì delle assise municipali, già convocate per il pomeriggio di ieri.  La decisione viene criticata da destra - e passi - ma fa andare su tutte le furie anche Pier Paolo Marchi, consigliere comunale (e segretario provinciale) di Rifondazione comunista, cioè del partito che è stato fondato e a lungo guidato da Bertinotti. «Non è ammissibile lasciare passare l'idea che un'assemblea elettiva possa essere rinviata a piacimento. È intollerabile, soprattutto in una fase come questa di attacco all'architettura costituzionale», artacca Marchi.  Il rinvio dei consigli comunali in occasione della visita di un leader di un partito è una specie di legge non scritta: per consentire una partecipazione al comizio (o dibattito), su richiesta del gruppo interessato, le altre forze politiche acconsentono al rinvio.  Ma stavolta pare che le cose siano andate in modo un po' diverso. Intanto, Bertinotti, pur essendo uno dei più prestigiosi esponenti della sinistra, non è segretario di partito. Anzi, non ha alcun incarico.  «Non è tuttavia solo questo - sostiene Marchi - il bon ton del consiglio è stato stravolto. Non c'è stata alcuna richiesta del gruppo di Sinistra Ecologia e Libertà (è Sel, formazione a cui Bertinotti si è di recente avvicinato a organizzare l'iniziativa ai Servi ndr.) comunicata ai capigruppo degli altri partiti. No, c'è stata solo una pressione sul presidente del consiglio Marco Andreani, il quale ha ceduto e disposto lo slittamento della seduta».  Eppoi, la questione degli sms. Secondo il regolamento, il rinvio della seduta deve essere notificato tre giorni prima della seduta stessa. Invece, stando a quanto dice Marchi, è arrivata solo il giorno prima. E non, come prescrive ancora il regolamento comunale, tramite un messo, ma con un messaggio sms (che Marchi ci mostra sul suo cellulare).  Marco Andreani si difende: «C'era il rischio che mancasse il numero legale in aula a causa dell'assenza dei consiglieri di Sel (6 su 40 ndr.) e magari di altri che volevano seguire Bertinotti. Dunque, per evitare una convocazione a vuoto e una conseguente spesa inutile per la collettività, ho accolto la richiesta di spostamento». Certo, ammette il presidente, «i tempi erano stretti e alcuni consiglieri sono stati avvisati con un messaggio telefonico».  Polemizza anche Stefano Benedetti Pdl: «La città deve aspettare la discussione su temi importantissimi solo perchè arriva Bertonotti. Andreani ha superato il limite».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Proteste

Sciopero della scuola e dei trasporti venerdì 16 ottobre: le fasce garantite e i motivi della protesta

di Redazione web