Dubbi sulla proposta di piano regolatore dopo quella stoppata nel 2001 a Roma
Ambientalisti critici: «Sarà un'altra bocciatura»
C.C.
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CARRARA. La platea ascolta l'illustrazione degli indirizzi di pianificazione per il piano regolatore portuale. Poi la parola passa al pubblico. Si alzano critiche. Lorenzo Schiaffino operatore della costa sostiene che «il porto è in contrasto col territorio» e solleva il problema dell'erosione che affligge la zona di Marina di Massa. Critica l'insediamento del Nuovo Pignone in viale Zaccagna. Da Italia Nostra di Massa e Montignoso, la richiesta di mettere il porto turistico dentro quello connerciale. Per Carla Gianfranchi vice presidente dell'associazione"Amare Marina" la nuova idea di Water-front (il primo progetto di massima, era stato contestato) con la divisione del traffico in viale Colombo non convince, «non risolve i problemi». Claudia Bienaimè, ambientalista, vede somiglianze fra gli indirizzi di pianificazione illustrati, e il Piano regolatore portuale bocciato dal ministero dell'ambiente nel 2001. «Penso che l'idea proposta, sarà ribocciata». Perplessivtà sull'allungamento dell'asta del Carrione, e sulla divisione del traffico in viale Colombo. Riccardo Canesi ambientalista, punta il dito sui milioni spesi per il dragaggio del porto. A suo parere la proposta illustrata da Ciralli non sarebbe diversa dal Prp bocciato nel 2001. «Se la presentate così al ministero, la bocciano». Come presidente di Euromobility, dice sì al sistema di tram, ma ha dubbi sulla sua fattibilità a causa dei costi. Severino Meloni dell'associazione In Movimento, si presenta come ambientalista e chiede chiarimenti sulla previsione che l'allungamento del Carrione faciliterebbe l'apporto di sabbia a levante. Per il resto si dice favorevolmente impressionato. Proprio su questo aspetto, è stato battagliero il geologo Caniparoli secondo il quale sarebbe inopportuno ingabbiare il corso d'acqua: teme il rischio di una modifica dell'equilibrio idrogeologico. C'è stato uno scambio di vedute, tecnico, con Ciralli. Piero Marchini consigliere di Rc (ex portuale) è stato polemico sul porto: nel suo mirino «il monopolio», cioè il fatto che ora solo un soggetto (Porto di Carrara spa) gestisce le banchine. Nicola Franzoni di Fli sostiene che il Comune e la Provincia avrebbero «già deciso per la città». Attacca l'insediamento del Nuovo Pignone ad Avenza, e ritiene che il porto dovrebbe essere chiuso. Carlo Martini consigliere del Pd, indica la via della mediazione per uno sviluppo compatibile dal mare ai monti. Qualche perplessità sul doppio ingresso al porto e sullo schema di viale Colombo. Altre perplessità sollevate, per i grillini, dall'ing. Giuntoni. Insomma, questa fase di studio del nuovo piano regolatore portuale, ha acceso il dibattito di fine 2011. E il presidentre della Provincia, Osvaldo Angeli sintetizza il suo pensiero: il porto è importante, si tratta di mitigare l'impatto dell'erosione, occorre potenziare sia il turismo sia le infrastrutture attraverso il sistema portuale (intendendo scalo mercantile e per il diporto). Il sindaco Zubbani che prima del dibattito aveva parlato della possibilità che lo sviluppo del porto darebbe all'ingresso di un secondo operatore (oltre la Porto spa), replica a Piero Marchini: «Mi stupisco che Marchini strumentalizzi il mio intervento sul secondo operatore. Nessun operatore è mai stato mandato via, in 4 anni che sono nel comitato portuale non se ne sono affacciati. Il porto sfama e ha sfamato tante famiglie, compresa quella di Marchini». E ha aggiunto, sul tema ambientale: «E' ovvio, che ci preoccupiamo di mitigare l'erosione». Poi rispondendo a chi attacca l'insediamento del Nuovo Pignone e solleva problematiche ambientali, Zubbani si dice «contento che il Nuovo Pignone sia qui, nel territorio. E nell'accordo di programma deve mettere il proprio impegno. I collaudi dei moduli saranno controllati dagli enti preposti».
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