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Sciopero, la città marcia a fianco degli ex Eaton

Sciopero, la città marcia a fianco degli ex Eaton

Il mondo della scuola, quello della sanità, i dipendenti dell’industria, dalla meccanica pesante alla chimica. In piazza Aranci stamani c’è tutto il mondo del lavoro, nessuno escluso

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Il mondo della scuola, quello della sanità, i dipendenti dell’industria, dalla meccanica pesante alla chimica. In piazza Aranci stamani c’è tutto il mondo del lavoro, nessuno escluso. Fianco a fianco agli ex Eaton, i dipendenti della grande distribuzione, i bancari, i pensionati. Insieme stamani per dire no alla manovra e ribadire che “ad accusare il colpo sono le fasce più deboli”. Un presidio che diventa in breve tempo una vera e propria manifestazione: 2mila persone – secondo i sindacati - piazza gremita e intervento dei segretari provinciali di Cgil, Cisl e Uil.

Gli ex operai Eaton arrivano in piazza Aranci dopo un corteo che li ha portati dall’azienda in cui hanno lavorato una vita al centro città: “Molti di noi – spiega Giovacchino Pitanti (Rsu) – contavano sulla pensione a fine mobilità. Con la manovra e l’allungamento dell’età pensionabile si troveranno a casa. E’ difficile pensare che un uomo di 58 anni possa ricollocarsi”. Andrea Figaia (segretario Cisl) non ha dubbi: quello che guida il paese è un “ onesto governo di destra. Stamani sono stati davvero tanti ad esprimere il loro dissenso”.

Rincara la dose Patrizia Bernieri (segretario Cgil): “ Ho visto una grande partecipazione, non solo uomini e donne del sindacato, ma anche cittadini, pensionati che si chiedono come andare avanti”. Sul palco sono saliti anche tanti lavoratori : hanno raccontato come si tira avanti ogni giorno, di fronte ai tagli, dalla sanità all’industria. I rappresentanti sindacali hanno salito poi le scale di Palazzo ducale.

Al prefetto Giuseppe Merendino hanno ricordato il documento, presentato al governo dai tre sindacati: “ Risanare i conti , certo – sintetizza Bernieri – ma senza colpire le fasce più deboli, la manovra ha connotazioni non di equità, ma di ingiustizia. Abbiamo chiesto di indicizzare le pensioni perché aumentino con l’inflazione, chiediamo anche lotta all’evasione e introduzione della patrimoniale”. Perché a Massa – ribadiscono i sindacalisti - i problemi economici sono ancor più acutizzati: più alto tasso di disoccupazione , meno donne al lavoro, pesanti vertenze e – dai dati dell’assessorato al sociale – sempre più poveri.

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