Il Tirreno

Il racconto. Il 27enne fivizzanese è stato ferito al collo e a un dito (quasi reciso) mentre l’amico Matteo ha subìto un fendente al torace

«Mi sono salvato stringendo la lama del coltello»

I carabinieri nella zona di Villafranca dove venerdì notte è avvenuta la cruenta aggressione
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I carabinieri nella zona di Villafranca dove venerdì notte è avvenuta la cruenta aggressione

E alla fine si è spezzata: così Massimiliano Ginesi rivive il momento in cui è stato accoltellato

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 FIVIZZANO. Profonda impressione e scalpore in Lunigiana per il grave fatto di sangue accaduto venerdì notte a Villafranca dove il 20enne Luca Bertolini, residente in zona, ha accoltellato i due giovani fivizzanesi che lo avevano appena accompagnato a casa.  Mentre il 20enne - centravanti dell'Atletico Terrarossa - veniva arrestato dai carabinieri, poco dopo la cruenta aggressione, i due feriti sono stati accompagnati al pronto soccorso di Pontremoli, per fortuna non in pericolo di vita.  Nel pomeriggio successivo, il 27enne Massimiliano Ginesi è stato poi trasferito all'ospedale di Fivizzano.  Il giovane aveva passato la notte praticamente insonne, non riuscendo a dormire sia per i dolori provocati dai fendenti (ha una ferita nella parte destra del collo dove gli sono stati praticati 15 punti di sutura, tagli profondi alla mano destra con un dito quasi staccato ed escoriazioni sulle braccia), che per il ricordo dell'improvviso e ingiustificato gesto compiuto dal giovane calciatore villafranchese.  Massimiliano, 27 anni, impiegato commerciale in un negozio di Aulla, conosciuto da tutti come un ragazzo mite, nella giornata di sabato ha preferito lasciare l'ospedale per fare ritorno a casa dei genitori anche se nei prossimi giorni dovrà eseguire altri esami clinici alle ferite. A impensierirlo sono soprattutto le condizioni del dito della mano destra praticamente lacerato dalla lama del coltello durante un tira e molla con l'accoltellatore.  Il fivizzanese non sa darsi spiegazioni sul perché Luca Bertolini, che assieme all'amico di Rometta, Matteo Canori, 31 anni, autista di pullman, aveva accompagnato a casa sottraendolo a un possibile pestaggio all'interno di un bar di Terrarossa, possa aver agito così brutalmente nei loro confronti.  «Durante il tragitto in auto da Terrarossa a Villafranca - racconta Massimiliano - Luca, che non conoscevo prima di venerdì, era tranquillo; abbiamo parlato del più e del meno, poi ci ha ringraziato dicendo che eravamo degli amici e voleva pagarci anche la benzina. Io e Matteo ci siamo offerti di accompagnarlo considerato che era senza auto e all'interno del bar dove eravamo il clima si era fatto teso dopo che Luca aveva infastidito alcuni avventori».  Insomma, per Massimiliano si era trattato di un atto di puro altruismo che mai più si aspettava potesse essere ripagato in questo modo. Poteva essere una tragedia, perché ai due accompagnatori è andata davvero bene considerato che le coltellate hanno di poco sfiorato il cuore di Matteo e la vena giugulare di Massimiliano. E il racconto prosegue. «Raggiunta la sua abitazione, Luca ci ha chiesto di aspettarlo che sarebbe andato a prendere dei soldi per poter fare colazione quindi al suo ritorno lo abbiamo accompagnato nei pressi di un bar di Villafranca, che però era chiuso. A questo punto, mentre eravamo in auto, ha estratto il coltello e dapprima ha colpito Matteo che stava seduto dietro e poi ha colpito me alla gola. Matteo è riuscito a scappare, stava male, io ero legato con le cinture di sicurezza al posto di guida e ho cercato di difendermi come potevo fino a quando ho agguantato la lama del coltello che Luca impugnava. Che si è spezzata, così lui è corso via».  Il drammatico racconto di Massimiliano Ginesi termina qui. Mentre rivive quei momenti di paura, la mano gli scivola accanto alla ferita al collo, inequivocabile testimonianza della sanguinosa aggressione di cui è stato vittima. R.L.

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