Finanza
Protesta a Sarzana. Gli alluvionati della Val di Magra hanno bloccato un chilometro della Variante Aurelia
«Ponte subito» urlano in duemila
◗
Il lungo corteo di protesta si snoda sullAurelia per chiedere interventi contro lisolamento di Bocca di Magra e Fiumaretta I residenti: colpo di grazia a nautica e turismo dopo il crollo della Colombiera
3 MINUTI DI LETTURA
SARZANA. «Ponte subito» hanno urlato a squarciagola per tutta la durata del corteo gli oltre duemila manifestanti che ieri hanno letteralmente bloccato la variante Aurelia: il serpentone umano in pratica ha bloccato il chilometro che separa le due rotatorie cittadine. Se gli alluvionati della Val di Magra volevano farsi sentire ieri ci sono riusciti benissimo: tantissimi in corteo (oltre che la maggior parte proveniente da Fiumaretta e Bocca di Magra, le areee più colpite anche manifestanti da Arcola, dal quartiere Battifollo di Sarzana, Follo, Vezzano, Ceparana, Santo Stefano, San Caprasio di Aulla, Romito Magra, Senato di Lerici), traffico in tilt (nell'area commerciale più frequentata della zona e nel periodo prenatalizio, quello degli acquisti per antonomasia), adesione convinta e rumorosa (con fischietti, lattoni e persino coperchi di pentole usati come tamburi) di tutta la popolazione colpita, dalle famiglie con carrozzina al seguito, ai giovani, ai tanti operatori economici, agli anziani e con loro anche associazioni di categoria e sigle sindacali. Molti automobilisti hanno protestato vivacemente e il lavoro dei vigili urbani di Sarzana è stato intenso per spiegare ai tanti incolonnati la motivazione del blocco (in pratica dalle 15 fino alle 17,30 il traffico è stato semiparalizzato). Prima di avviare il corteo, gli animatori della protesta (tra gli altri Gervasio Benelli, presidente della Consulta di Fiumaretta, Andrea Raggi per i commercianti amegliesi, Luca Ghirlanda del Comitato Fiume Magra) hanno incontrato i sindaci delle zone colpite: Galazzo per Ameglia, Caleo per Sarzana, Cozzani per Follo, Fresco per Lerici, Abruzzo per Vezzano, Mazzanti per Santo Stefano e Giorgi per Arcola, allo scopo di chiedere loro il minimo per vivere e lavorare, cioè dragaggio e pulizia del fiume, oltrechè la realizzazione in breve del ponte della Colombiera perché, hanno detto «Così non ce la facciamo più». Gli amministratori si faranno portavoce delle esigenze dei loro abitanti nelle sedi opportune nei prossimi giorni in modo da organizzare quanto prima un nuovo incontro. «Nautica e turismo = Game Over» riportava uno striscione per evidenziare come due settori economici importanti per la realtà amegliese stiano languendo se «non si faranno i lavori». E poi ancora «Meno fiumi di parole, più fatti per il fiume» era lo scoramento fatto cartello che alcuni abitanti di Bocca di Magra e Fiumaretta portavano come una croce lungo il corteo, per arrivare al «Loro studiano, noi affondiamo» cartello esplicativo sul fatto che si sono fatti tanti studi per il fiume, ma nel frattempo le esondazioni non si fermavano. Perché sono state 4 solo negli ultimi anni come ricordava una donna che si è fatta tutto il percorso con il suo manifesto in mano che recitava ironico e pessimista: «Fiumaretta 1-2-3-4 alluvioni. Alla prossima cosa c'è di premio?». La situazione è davvero difficile soprattutto per Fiumaretta e Bocca di Magra in particolare per le attività economiche. «Se tra qualche mese saremo ancora senza ponte rischiamo di chiudere l'attività» ha spiegato Sara Tosin, titolare di un centro estetico vicino al ponte della Colombiera. Alla fine del giornata di protesta, Gervasio Benelli ha annunciato poi che quella era solo la prima puntata di una serie di appuntamenti: «La prossima volta andremo a Genova - ha promesso con un megafono in mano - abbiamo già prenotato i pullman. Ci faremo sentire anche là e poi se ci sarà bisogno andremo oltre». F.R.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
