Il Tirreno

Violenza sulle donne, dati choc

Luca Menconi
L’assessore Bernardini e un momento del convegno
◗
L’assessore Bernardini e un momento del convegno

Sono 310 i casi segnalati solo negli ultimi dieci mesi

3 MINUTI DI LETTURA





 CARRARA. «Massa-Carrara è una delle province più violente della Toscana nei confronti delle donne».  Un'affermazione forte, quella fatta dall'assessore alla Cultura ed alle Pari opportunità, Giovanna Bernardini, in occasione del convegno sulla violenza di genere, che si è tenuto ieri pomeriggio al Teatro Garibaldi.  «I casi segnalati sono in perfetta media con quelli delle altre province toscane, in totale 3900 - ha spiegato l'assessore - Ma bisogna ricordare come, nella nostra provincia, vi sia una popolazione di entità numericamente minore. Sono parole forti e ne sono perfettamente consapevole - ha detto la Bernardini - ma solo con prese di posizione coraggiose si può stimolare e creare quell'alleanza tra uomo e donna necessaria a superare questa pratica atavica ed aberrante».  I dati, raccolti nell'indagine fra gennaio ed ottobre 2011, svolta dal gruppo di studio sulla violenza di genere istituito dall'Asl nel 2009 a livello provinciale, sono preoccupanti: 310 segnalazioni di violenze di genere, che interessano donne per la stragrande maggioranza. Gli abusi si materializzano principalmente in ambito domestico, ad opera di familiari, e riguardano la violenza fisica e verbale, mentre molto minore è quella alternativa (come lo stalking). I risultati sono, a detta della dottoressa Patrizia Vannucci, responsabile del pronto soccorso di Carrara, «degni di una riflessione approfondita. Quando mi venne affidata la costituzione del gruppo di ricerca non pensavo fosse una problematica così forte; addentrandomi nell'analisi, tuttavia, ho scoperto quale ne fosse l'effettiva dimensione e ne sono rimasta stupita». Proprio per studiare il fenomeno sono stati costituiti, in seguito alla direttiva Asl del marzo 2009, due gruppi di indagine, uno per la Lunigiana, l'altro per Massa e Carrara, guidato dalla dottoressa Mariuccia Mazzuchelli, composti in totale da tredici persone di varia competenza (medici, assistenti sociali, psicologi, programmatori informatici, etc) che, in due anni, hanno approntato gli strumenti e poi raccolto i dati. I risultati illustrano una crescita dei casi rispetto agli anni scorsi, in quanto più vittime di violenza hanno oggi il coraggio di denunciare quello che subiscono, senza lasciarlo nel sommerso. Ma qual è lo scopo di tutto questo? «Approntare una Rete a sostegno delle vittime di violenza - ha spiegato la Vannucci - pronta ad assicurare aiuto immediato e poi vicinanza nel lungo e difficile percorso di recupero». Per il 2012 è prevista l'attivazione di un numero verde, specificatamente dedicato alle donne, per casi di violenza di genere in ogni pronto soccorso e l'allargamento dell'indagine a tutti i consultori ed ambulatori locali. Non solo: «Abbiamo intenzione come Asl - ha aggiunto la dottoressa - di inviare in tutte le strutture sanitarie della provincia appositi questionari sulle relazioni di genere, a cui, ognuno volontariamente, potrà rispondere: perchè la lotta a questo fenomeno passa non solo attraverso noi sanitari ma necessita della collaborazione di chiunque».  I drammi delle donne in Italia non fanno, però, dimenticare che in altre parti del mondo la loro condizione è ben peggiore. É quanto ha testimoniato ieri alla conferenza, la dottoressa Alganesc Fesaha, di origine eritrea, presidentessa della Ong internazionale, "Gandhi", alla quale è stato devoluto in beneficenza il contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Carrara per l'organizzazione del convegno. «Siamo attivi - ha spiegato la dottoressa - in molti paesi africani, fra i quali Eritrea e Costa d'Avorio, ma anche nel Sinai. La drammaticità dei casi è incomparabilmente superiore a quella italiana, ma la risposta è ovunque la stessa: una nuova cultura, soprattutto per i più giovani, all'insegna del rispetto dei generi».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

La manifestazione

Firenze, oltre 2.000 studenti in corteo: «Se ci togliete il futuro noi vi blocchiamo il presente»

di Redazione Firenze