Italia
Strada nuova sì, ma campetto no
Chiara Sillicani
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I CAMPETTI. Accanto quello in zona industriale E più a destra, limpianto che era del Pignone in via Oliveti In zona industriale arriva una nuova via, ma il campo resta un pascolo
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MASSA. "Laddove c'era l'erba ora c'è una città" cantava, con una buona dose di malinconia, Adriano Celentano. Del resto è così: il cemento avanza, il verde si restinge. Più aziende, qualche volta più posti di lavoro e sempre meno spazi per correre, giocare, sudare inseguendo un pallone. In via Martiri di Cefalonia il campo da calcio dovrebbe esserci, ma non c'è. E non ci sarà. E lì continueranno a pascolare cavalli e pecore. Perchè da quelle parti il Comune, dopo anni di beghe burocratiche, riuscirà a realizzare la strada che manca e i parcheggi. Ma per il campetto di soldi non ce ne sono. Eppure quel campo da calcio, in via Martiri di Cefalonia, Fintecna avrebbe dovuto farlo. Quando a Massa la Dalmine se ne va, le aree vanno reindustrializzate (la storia si ripete: ieri Dalmine, oggi Eaton). Il compito spetta a Fintecna, controllata dal ministero dell'Economia. Il Comune, con una convenzione (nel 1996), gli affida, appunto, la reindustrializzazione e la dispensa dagli oneri di urbanizzazione. In cambio, però, la società deve fare strade, parcheggi. E un campetto da calcio. Fintecna qualcosa fa, qualcosa no. Non fa la strada che avrebbe dovuto tagliare via Martiri di Cefalonia (che sarebbe stata chiusa), parallela a via Massa Avenza. Due parti della strada, in realtà, ci sono, ma difficilmente potranno essere unite perchè una è più alta dell'altra. Il Comune (l'attuale giunta) mette in chiaro le cose e definisce una transazione: Fintecna versa 1,2 milioni di euro a Palazzo civico per le opere non realizzate. Oh, finalmente il campetto! Non proprio. I soldi servono per realizzare la strada che non c'è: «Il progetto esecutivo è definito - spiega Fabrizio Brizzi, assessore ai lavori pubblici - a gennaio si andrà in gara. Un'opera da 1,2 milioni di euro». Pari pari. E per il campetto? «Il Comune non ne mai entrato in possesso, serve un collaudo, non era a norma. Ora - ammette l'assessore - con l'accordo e il passaggio in mani nostre, valuteremo il da farsi». Bene, il campo forse non ha i requisiti per una squadra a 11, ma potrebbe essere area di gioco o di attività, se non calcistiche, sportive. Vero anche - ne va dato merito all'amministrazione - che la viabilità in zona industriale ha fatto passi da gigante. Rimane però la storia di un campo che doveva essere fatto e se ne sta lì, pascolo per le pecore. Il Comune lo avrà nelle sue mani e sta pensando cosa farne. Industrie, capannoni, una strada, un parcheggio, ma il campo aspetta. E in ballo c'è anche un'altra partita - metafore a parte - quella del campetto del Pignone, lungo via Oliveti. Sull'erba di quel campo sono cresciute generazioni. L'area serve all'azienda: ben venga, si amplia e garantisce lavoro. Ma il campo? «Al Pignone - l'assessore Brizzi ricostruisce la vicenda - serviva una variante per ampliarsi e realizzare un piazzale e di fronte alla prospettiva di un incremento all'occupazione, il Comune ha fatto la sua parte». La porzione di verde complessiva in zona industriale è garantita: gli indici sono mantenuti. Non c'è più il campo, ma l'area verde compare all'ex cava Grottini, in Candia, sempre zona industriale. Ma in collina: davvero inadatta per il campo. Pignone non si tira indietro, è disposto a sborsare parecchi soldi, ha già un progetto e a giorni lo presenterà al Comune. Progetto su cui investe anche per percorsi di salute rivolti ai dipendenti. Palazzo civico, però, chiederà di convogliare quelle risorse - parola di Brizzi - «su un'opera già frubile». Quale non è dato sapere. Utile, vero: piscina da sistemare, palazzetto ancora inagibile, stadio da mettere a norma (se la massese fosse in serie C non potrebbe giocarci). Di cose da fare ce ne sono. Ma un campetto in meno è sempre un partita in meno, uno spintone in meno. Un abbraccio in meno dopo un gol.
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