Il Tirreno

«Macché omertosi siamo per la legalità» Tutti contro Manotti

Claudio Figaia
Salvatore Gioè
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Salvatore Gioè

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MASSA. Una provincia omertosa? Un territorio dove il senso della legalità è a livelli calabresi? Lasciano il segno le affermazioni del sostituto procuratore Federico Manotti che, nel giorno in cui chiude la sua esperienza apuana denuncia la scarsa disponibilità degli apuani a collaborare alle indagini. Parole pesanti quelle del magistrato: «Stando qui, ti rendi conto - ha detto fra l'altro - che il senso della legalità è un po' diverso che dalle altre parti... Certo, potevamo fare qualcosa di più contro i reati compiuti nella pubblica amministrazione. Però non sempre, anzi quasi mai, abbiamo trovato persone disposte a collaborare...».  Un giudizio tranchant, come le reazioni. Roberto Pucci. «La collaborazione che l'amministrazione da me guidata ha offerto alla procura - replica il sindaco - è stata totale, E di questo credo che il dottor Manotti possa darmi atto. Anzi, l'amministrazione è stata in questi anni motore di segnalazioni e denunce di possibili illeciti amministrativi (il riferimento è principalmente a Cermec, Asl, Massa Servizi ndr.). Proprio per questo non riesco a capacitarmi di simili affermazioni. Credo che la rappresentazione di un territorio omertoso sia ingiusta e sbagliata. I cittadini che conosco io non sono omertosi, anzi gridano, alzano la voce, quando la giustizia non funziona». Angelo Zubbani. neanche il sindaco di Carrara vede omertà tra i suoi cittadini. «Mi sembra - dice - che il sostituto procuratore abbia voluto togliersi alcuni sassolini dalle scarpe, Ma non capisco. Certo, la procura è un osservatorio diverso da quello di un palazzo civico. Tuttavia io vedo una reattività forte dei carraresi nei confronti di soprusi e ingiustizie. Ricevo montagne di segnalazioni di torti veri o presunti subiti dai cittadini, qui niente viene perdonato alla politica e alle istituzioni e con forme, a volte, sopra le righe. Su inchieste pesanti come Sinba alluvione, crollo Politeama, la domanda di giustizia è fortissima; mi riesce difficile pensare ai carraresi come omertosi, non è nel nostro Dna». Narciso Buffoni. Prevale la preoccupazione nel sindaco di Montignoso: «Io non ho percezione di quanto affermato dal dottor Manotti, però lui fa un lavoro diverso, ha probabilmente cognizione di fatti che a noi sfuggono. Perciò sono preoccupato di quanto dice. Perchè senza la collaborazione dei cittadini, magistratura e forze di polizia non ce la fanno a garantire la legalità».  Ancora più dure le risposte degli ambienti forensi. Salvatore Gioè. «Ho conosciuto una persona attenta e garbata, mi soprende un giudizio così pesante, direi feroce, sulla nostra collettività. Giudizio che non posso condividere neanche per una virgola», dice il presidente dell'Ordine degli avvocati di Massa Carrara. «Non so a quali casi particolari faccia riferimento il dottor Manotti - prosegue -, ma avrebbe potuto scegliere un modo più elegante per salutare. Ha fatto indagini importanti, ha fatto un buon lavoro, sono sorpreso e amareggiato da questi giudizi». Adriano Martini. Più volte "avversario" in aula del sostituto Manotti, Martini rilascia un commento breve ma affilato: «Immagino che quei giudizi siano il frutto di una delusione riguardo a mancate conferme alle sue ipotesi di indagine». Valter Mattarocci. «Da penalista e da massese rifiuto queste accuse neanche troppo velate di omertà. Se fosse così, come mai finora nessun pm ha mai elevato accuse tanto pesanti? E perchè lanciare questo sasso al momento del trasferimento e non nell'esercizio delle funzioni?» accusa l'avvocato.

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