Il Tirreno

Stangata sulla benzina I prezzi nella giungla dei distributori

Un impianto di distribuzione di carburante
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Un impianto di distribuzione di carburante

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 CARRARA. Prendiamo un giorno festivo, l'8 dicembre, dopo il maxiaumento delle accise su benzina e gasolio. Aria domenicale, anche se è giovedì, e tanti automobilisti in giro che, non dovendo correre per recarsi al lavoro, ne approfittano per andare tranquillamente a fare il pieno. Si apre la caccia al risparmio. E si ritrovano tutti nella giungla dei distributori, perché i prezzi di benzina e gasolio variano anche fra i punti vendita della stessa compagnia.  Ieri, i distributori di carburante erano aperti più che altro come self-service. Facendo un giro da Marina fino in città, osservando i cartelli esposti dei prezzi e le indicazioni sulle colonnine, c'era da consumare carburante prima di scoprire dove benzina e gasolio costavano un po' di meno. E forse in questi giorni, in alcuni distributori, ci saranno aggiornamenti: perché, come spiega il presidente della Faib provinciale, Maurizio Paffici, «Ci sono impianti che hanno acquistato carburante martedì scorso, e quindi hanno ancora il prezzo vecchio. Magari sono pochissimi, e comunque le scorte finiranno in queste ore e col nuovo rifornimento saranno applicati i prezzi maggiorati».  Ieri comunque, la situazione era questa.  Nei distributori Esso, quelli a minor costo erano in viale Galilei e a San Ceccardo, con la benzina a 1,610 euro a litro e il diesel a 1,608.  La Total Erg di viale Galilei e a Turigliano indicava 1,620 per benzina e 1,613 per diesel. Più alto il prezzo in viale Colombo e via Don Minzoni.  Forbice anche fra i distributori Ip: da 1,718 in località Giampaoli a 1,728 in viale Colombo per la benzina; idem per il Q8: da 1,651 in via Covetta a 1,718 in viale XX Settembre ad Avenza.  All'impianto Eni di via Covetta benzina a 1,621 e diesel a 1,609. All'Agip in località stadio, benzina a 1,661 e diesel a 1,649. Shell più alta come prezzi: benzina a 1,736 al litro.  Tutti differenze di pochi centesimi, per cui molti automobilisti evitano di cercare il risparmio e si recano costantemente dal solito gestore di cui sono clienti affezionati. In località Fabbrica c'è anche un distributore per diesel low-cost.  Ma i rincari finiscono per pesare comunque sui bilanci familiari. E questo preoccupa non poco anche gli stessi gestori dei distributori.  «Noi abbiamo lo stesso margine di guadagno bloccato da 5 anni, e non è neanche il 2%. Ora con questo nuovo aumento del costo del carburante siamo ulteriormente danneggiati. - dice Maurizio Paffici - Con sempre maggiori spese, e le vendite che calano perché la gente compra meno benzina».  La giungla dei distributori, Paffici la addebita alle compagnie «che fanno sconti fra i propri gestori, seppure con differenze di pochi centesimi. O li fanno in giorni festivi quando non c'è personale ma funziona solo il self-service. I gestori sono in sofferenza fra tasse, bollette e margini di guadagno fermi. Abbiamo fatto uno sciopero un mese fa - aggiunge - per salvare il bonus fiscale, senza il quale spariremo come categoria. Il bonus del governo, ci concede sul reddito alcune destrazioni fiscali, ma poi le campagne promozionali delle compagnie finiscono per gravare sui gestori, e siamo da capo. La nostra situazione è più grave di quella che sembra: ad esempio, su mille litri di benzina venduti, corrispondenti a 1.720 euro, il nostro margine lordo è di 45 euro. Neanche il 2%. Tanti impianti sono stati chiusi nel nostro territorio, perché i gestori non riescivano ad andare avanti».  «Sì - ribadisce il vice presidente Faib, Giuseppe Pieroni - su 50 euro ne guadagnamo uno. Chi ha l'auto cerca di non consumare troppa benzina, e noi vendiamo meno. Aumenta anche il gasolio che serve a chi deve viaggiare per lavoro, come i rappresentanti e i camionisti. Sento tante lamentele. Al governo Berlusconi, avevamo presentato come categoria una proposta legge con 750mila firme e quelle di 100 onorevoli, affinchè all'interno di ogni compagnia fossero applicati gli stessi prezzi ai gestori. Ora bisogna ripartire con la proposta».  E intanto, in questa crisi economica, gli utenti devono pagare sempre di più, per fare il pieno.

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