Il Tirreno

Massa Servizi, scovata la fiduciaria

Chiara Sillicani
<b>INDAGINE CHIUSA.</b> Accanto l&#146;ex sede di Massa Servizi e l&#146;entrata della Procura
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INDAGINE CHIUSA. Accanto l’ex sede di Massa Servizi e l’entrata della Procura

La Procura fa luce sui soci occulti di Ariete: sono due gli indagati

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 MASSA. Quella parola, "fiduciarie", è stata d'attualità durante la campagna elettorale del 2008. Al centro delle contestazioni di Roberto Pucci, poi sindaco, c'erano Massa Servizi, la società che riscuoteva i tributi, e Ariete, il suo socio privato. «Ariete - questa era l'argomentazione - è il braccio operativo: assume, stende bilanci, riscuote. Ma i suoi soci non sono noti».  Dietro Ariete, una spa, c'era, infatti, una fiduciaria. Società che gestisce le azioni ma i cui soci non sono noti. E su quella società ha fatto luce la Procura con un'indagine che si è conclusa nei giorni scorsi. Due gli indagati, per reati di natura fiscale. Le fiduciarie, in realtà, non hanno nulla di illegale, la legge le ammette. Ma - questa la contestazione di Pucci - Massa Servizi costava troppo. Soprattutto da quando - attaccava - nel 2005 (giunta Neri) è stata siglata una nuova convenzione: aggio ridotto dal 26 all'8%, ma ampliamento delle competenze. Tanto che Roberto Pucci sull'annullamento di Massa Servizi ha vinto la campagna elettorale. E, salito a Palazzo civico, ha avviato il percorso per superarla definitivamente, proprio lui che, seppur in vesti diverse, quella società l'aveva vista nascere. Per il sindaco il Comune si era spogliato della capacità di introitare i tributi. Certo, era socio per il 70% di Massa Servizi, (Ariete aveva il 30), ma - questa la tesi - l'operatività era tutta del socio privato. Che agiva dietro fiduciaria. Adesso sul meccanismo di gestione dei tributi e di riscossione fa luce la Procura. Gli inquirenti scovano la fiduciaria e ipotizzano reati di natura fiscale e societaria. Nei giorni scorsi la chiusura delle indagini e le 2 iscrizioni nel registro: si tratta di persone con ruoli all'interno di Massa Servizi e di Ariete. L'inchiesta è partita dopo la nascita di Master, la nuova società, interamente pubblica, che dal 2009 sostituisce Massa Servizi. La Procura si è mossa d'ufficio anche se, per alcuni reati ipotizzati, è stato il Comune a sporgere querela. Il grosso del lavoro per Rossella Soffio, titolare dell'inchiesta, è stato scovare la fiduciaria. Gli uomini della Finanza l'hanno rintracciata in un paese europeo, indentificato chi l'amministra e fotografato le modalità di gestione del capitale. Ma l'inchiesta è molto più ampia: gli inquirenti hanno analizzato i bilanci, controllato quanti e quali fossero le entrate di Ariete. Quali i costi per il personale e per le consulenze. Con uno scopo: verificare se l'ipotesi di spesa eccessiva potesse essere fondata. Per mesi la procura ha passato al setaccio decine di documenti ricostruendo la storia di Massa Servizi e i rapporti con Ariete. E, appunto, quelli di Ariete con la fiduciaria. Analizzati anche gli atti con cui l'amministrazione Pucci ha motivato il superamento di Massa Servizi. E lo stesso sindaco, ascoltato dalla Finanza, ha illustrato quelle che, agli occhi della giunta, erano le "difformità amministrative" di Massa Servizi e del socio. In particolare in relazione alla convenzione stipulata nel 2005. Del resto la storia non è semplice. Tutto comincia con Agiap e 16 lavoratori che si occupano di affissioni e pese pubbliche. Nel' 96 l'Agiap lascia, è sindaco proprio Pucci. L'amministrazione propone di costituire una società che continui a svolgere quelle funzioni: nasce Massa servizi. Il 70% è nelle mani del Comune, il 30% in quelle dei 16 lavoratori ex Agiap, riuniti in una coop, Ariete. Più tardi, però, i soci cedono le quote e la coop diventa spa. E il capitale azionario sarebbe finito nelle mani di fiduciare. L'idea che non si conosca chi sta dietro Ariete (che riscuote i tributi) diventa oggetto di dibattito politico. Perchè i soci dovrebbero volere restare anomini? Così nel 2008 Pucci, pronto a tornare sindaco, contesta il fatto che Ariete sia divenuta da coop a spa «senza coinvolgere il Comune, socio al 70% e che in effetti gestisca la società facendo di Massa Servizi una scatola vuota». Mancato coinvolgimento, secondo la giunta, anche nel passaggio di quote di capitale alle fiduciarie. L'amministrazione contesta la convenzione del 2005 e parla di costi eccessivi spiegando che con Master, la nuova società, si potranno risparmiare oltre 2 milioni l'anno. Parte quindi l'inchiesta. Chiusa con l'ipotesi di reati societari.

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