Il Tirreno

E i medici scrissero: non c'è sicurezza

La direttrice generale De Lauretis, Jacopo Ferri e Paolo Migliorini
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La direttrice generale De Lauretis, Jacopo Ferri e Paolo Migliorini

«Un ordine di servizio o noi non garantiamo più il funzionamento»

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 PONTREMOLI. Nella loro sentenza, i giudici del Tar di Firenze respingono anche l'ipotesi sul presunto difetto di istruttoria da cui sarebbe viziata la determinazione impugnata, con particolare riferimento all'assenza del requisito dell'urgenza posto, fra gli altri motivi, a fondamento della chiusura del punto nascita.  LA LETTERA INDIRIZZATA AL DIRETTORE GENERALE. Si ribadisce infatti che i sanitari del Dipartimento materno infantile di Massa-Carrara avevano indirizzato alla direzione aziendale una nota con la quale precisavano che «allo scadere del 31 gennaio 2011 non presteremo più la nostra opera di Guardia Attiva né tanto meno di Pronta Disponibilità Sostitutiva nel punto nascita di Pontremoli, nel caso che fosse eventualmente mantenuto in attività, non volendo essere complici e attori coscienti consenzienti di grave rischio già più volte segnalato» (nel testo della sentenza che appare sul sito della Giustizia amministrazione vi sono delle righe saltate e quindi la lettera non è ben riportata, ndr), e in cui chiedevano un ordine di servizio. Sottolinea il Tar: «È evidente che, a prescindere dal valore giuridico di tale documento, lo stesso appare sintomatico di una situazione di deficienza organizzativa e strutturale della quale l'organo direttivo dell'azienda sanitaria locale non poteva non tener conto».   LE CARENZE. Lo stesso direttore del Dipartimento materno infantile, Paolo Migliorini, il 7 gennaio 2011 evidenziava le carenze del punto nascita di Pontremoli, con riferimento, tra l'altro, all'indisponibilità di assistenza anestesiologica continuativa nell'ambito della struttura ospedaliera; alla mancanza di una sala operatoria di pronta disponibilità, con personale dedicato nelle 24 ore per l'emergenza ostetrica del blocco travaglio-parto; all'assenza di garanzie in ordine alla eventuale terapia sub-intensiva alle partorienti e alle puerpere».  Altra motivazione: si ribadisce che sì, il P.a.l. 2008/2010 non pone tra i suoi obiettivi la cessazione dell'attività del punto nascite di Pontremoli (ma neppure la esclude), ma al momento della stesura non era ancora vigente l'intesa approvata il 16 dicembre 2010 dalla conferenza unificata tra Governo, Regioni, Province, Comuni e Comunità montane.  ALTRE STRUTTURE CHIUSE. Il Tar aggiunge anche che Pontremoli non è l'unica struttura con meno di 500 parti all'anno di cui è stata disposta la chiusura. Ma anche Carrara (unificato con quello di Massa), Fivizzano, Volterra, Montevarchi, Sansepolcro, Massa Marittima, Orbetello (con media di 300 parti), Figline Valdarno, S. Miniato e Pietrasanta. Giustificata, secondo il Tar, l'eccezione dell'Elba. Insomma, ricorso respinto, spese compensate. Sul sito www.iltirreno.it il testo integrale della sentenza

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