Il Tirreno

«Anche l'Imu sulla prima casa? E' troppo»

Andrea Pucci e l’ingresso dalla casa che ha costruito con sacrifici
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Andrea Pucci e l’ingresso dalla casa che ha costruito con sacrifici

Contributi per 60 anni, pensione di 600 euro: si ribella alla manovra Monti

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 CARRARA. Andrea Pucci, 86 anni, ha deciso di scrivere una lettera aperta al presidente del consiglio Monti e ai segretari dei partiti della maggioranza di governo. Il ritorno dell'Ici, o meglio l'arrivo dell'Imu, non gli va giù. Ha fatto per 35 anni il falegname, poi ha lavorato in un negozio e a 81 anni ha smesso. Abita a Bonascola in una casa costruita da lui con la propria famiglia.  «Lei ha parlato, - dice a Monti - di "sacrifici forti, perché fuori dall'euro c'è il baratro della povertà" e che tali sacrifici sarebbero temperati da "equità fiscale"; non riesco a trovare l'equità, la sua manovra spingerà il sottoscritto (86 anni), la sua consorte (81 anni) e tanti anziani nel baratro della povertà certa».  E racconta la sua situazione: «Ho lavorato fino a 81 anni come "autonomo", versando 60 anni di contributi in cambio di poco più 600 euro al mese di pensione; mia moglie, ora invalida totale, percepisce una pensione di poco più di 400 euro al mese (ha cessato il lavoro perché dichiarata inabile, dopo anni di contributi). Lavorando anche di notte, e rinunciando a vacanze e riposi, sono riuscito a fare laureare i miei figli (che hanno sempre lavorato per aiutare la famiglia) e a coronare il sogno di tutti gli italiani: una casa di proprietà! Non nascondo che l'abitazione (ormai ha quasi 40 anni e bisognosa di riparazioni) sia abbastanza grande e con del verde intorno, ma è vicina a due canali (ho già subito nel 1985 un'alluvione), non ho piscina né arredamenti di lusso». Gli arredi li ha costriuti lui «oltre 35 anni fa».  Andrea Pucci spiega che la sua casa fu classificata con reddito catastale di quasi 3000 euro, per cui pagò in passato «oltre 1000 euro di Ici». «Inoltre mia moglie (aveva già 70 anni) ha ereditato due stanze dai genitori, con un mutuo le ha ristrutturate e affittate (a poco più di 300 euro mensili): ebbene su detta "seconda" casa la poveretta (con reddito annuale di poco più di 4000 euro di pensione), oltre all'Ici deve pagare pure le tasse per l'affitto».  Pucci arriva al dunque: «Non contesto che le rendite catastali siano da rivalutare ma senza una forte detrazione per l'abitazione principale inversamente proporzionale al reddito, io e mia moglie ci troveremo a pagare, per l'Ici/Imu più di 1600 euro all'anno, od oltre se il Comune decidesse di elevare l'aliquota a più del 4 per mille, senza considerare le altre imposizioni fiscali (spazzatura ecc); e questo a fronte di un reddito - in due - di poco superiore a 1000 euro mensili. Inoltre abbiamo cattive abitudini: mangiamo tutti i giorni, ci vestiamo, d'inverno accendiamo il riscaldamento, e facciamo pure qualche telefonata». Domanda: «Dove prendere i soldi per le visite mediche private a mia moglie (i tagli alla sanità pesano sulle liste di attesa), dopo avere pagato gas, elettricità, vestiti e scarpe ed ora quasi 2000 euro di Ici-Imu più le altre imposte?».  Pucci chiede perchè non si fanno altre manovre: da una convenzione fra Italia e Svizzera per la verifica dei patrimoni esportati; al taglio degli emolumenti «dei parlamentari e dei consiglieri regionali adeguandoli ai più bassi d'Europa dal primo gennaio 2012»; da una forte tassa sui i vitalizi dei parlamentari a «studi di settore delle attività autonome per tassare adeguatamente chi sfugge a tutti i controlli», fino a una «patrimoniale sui redditi e rendite oltre una determinata soglia». «Niente di tutto questo, al contrario si va a colpire pesantemente la prima casa, e tanti poveri anziani, che hanno come unica colpa quella di avere preferito "lavorare come muli" e, rinunciando a tutto, costruire con oltre 30 anni di sacrifici un'abitazione per passare sereni gli ultimi anni della loro esistenza».

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