Il Tirreno

Spunta l'Alfa 156 «Non la pagò Alibani ma Renzo Fialdini»

Il forno crematorio del cimitero del Mirteto
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Il forno crematorio del cimitero del Mirteto

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 MASSA. Uno dei momenti più delicati dell'udienza di ieri è stato quando il pubblico ministero Federico Manotti ha chiamato Pierluigi Iardella a testimoniare. L'uomo era il proprietario dell'Alfa 156 che è passata a Renzo Fialdini, l'ex dipendente comunale finito nell'inchiesta sulle cremazioni del Mirteto. Secondo l'accusa la vettura è una regalia che il titolare di Euroservizi, Renato Alibani, ha fatto a Fialdini. A dirlo a Manotti e ai carabinieri è stato l'operaio di Euroservizi Enzo Pucci, il primo a essere arrestato il girno del blitz al forno crematori. Un altro operaio poi ha riferito agli inquirenti che una volta Alibani dopo aver parlato al telefono con Iardella ha sbottato riferendosi a Fialdini: «Già gli ho pagato la macchina, almeno del passaggio di proprietà potrebbe occuparsene lui». Iardella invece nonostante la pressione del pubblico ministero ha detto che non è andata affatto così: «Ho conosciuto Fialdini personalmente durante uno dei tanti incontri che avevamo con Alibani e altri amici nella sua taverna. Gli ho parlato della vettura e del fatto che volevo venderla. Gli ho lasciato l'Alfa in prova per qualche mese e poi lui mi ha pagato». Pagamento avvenuto in contanti e in un bar di Carrara. Iardella non ha negato di aver chiamato Alibani più volte per fargli presente che bisognava fare il passaggio di proprietà: «Abbiamo risolto la pratica nel marzo del 2007, senza alcun problema. Ma a pagare è stato Fialdini e non Alibani».  La carcassa del cane. Tra le nefandezze compiute nel cimitero del Mirteto una aveva destato parecchia curiosità. E ieri la storia, dopo essere uscita all'epoca dei fatti sui giornali, è stata ricordata in aula. Gabriella Moschetti era proprietaria di un cane, l'aminale è deceduto nel 2007 e la donna ha voluto fare le cose regolari per smaltire la carcassa: ha chiamato in Comune a Massa e l'impiegato le ha detto di contattare Euroservizi. La ditta ha preso l'animale e ha consegnato regolare fattura. Il cane doveva essere cremato, invece lo hanno trovato i carabinieri quando hanno ispezionato uno dei campi del cimitero del Mirteto. Lo avevano sotterrato. I militari sono risaliti alla proprietaria grazie al microchip.  Resti sotto sequestro. Ci sono ancora i resti di una donna di Lerici morta trent'anni fa sotto sequestro. I parenti non hanno potuto riconoscere nella loro congiunta quello che è rimasto dopo l'estumulazione. L'avevano portata a Massa per cremarli e invece sono stati trovati intatti in uno scantinato.  Reggio Emila. Tante le storie che si sono sentite in aula. E tutte dello stesso tenore. C'è stata una vera e propria sfilata di parenti di defunti che arrivavano da Reggio Emilia e che erano stati dirottati a Massa dalle agenzie funebri a cui si erano rivolti. «Mi avevano detto che avevano cremato mia moglie, invece l'abbiamo ritrovata intatta».

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