Proteste
La svolta della manovra Monti: non più aperture vietate nei salotti buoni dello shopping
Se in centro tornano i kebab
Alessandra Vivoli
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A sin. lassessore Andrea Zanetti, sopra il circuito dello shopping Zanetti: la liberalizzazione senza regole penalizzerà il territorio
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CARRARA. La liberalizzazione del commercio prevista nella manovra Monti, e le possibili aperture di ogni tipo di attività (dai kebab ai compro oro, dichiarati off-limits dal Comune di Carrara) fanno scattare l'allarme in città. L'assessore di riferimento, e vicesindaco Andrea Zanetti, parla chiaro: «Un minimo di regolamentazione è necessaria, altrimenti noi che ci stiamo a fare? Possiamo chiudere l'ufficio commercio». Il prossimo Natale potrebbe essere completamente diverso per i negozi del centro storico. Alle preoccupazioni che ci sono ora fra i commercianti, realtive alla Ztl e allo shopping delle feste, nei prossimi mesi se ne potrebbero aggiungere altre, legate alla manvora Monti. I piani del commercio (anche il nostro) che tutelano i centri storici dal proliferare di tutte quelle attività considerate "non consone" ai salotti dello shopping, potrebbero davvero non contare più nulla. La manovra prevede infatti una liberalizzazione delle tipologie di esercizio, senza più i paletti di regioni e comuni, neppure per quel che riguarda i centri storici. Nessuna limitazione anche sugli orari e sui giorni di apertura. Insomma un cambiamento radicale. Zanetti: necessario salvaguardare il territorio. E pensare che nel nuovo piano del commercio i è cercato proprio di mettere regole ben chiare. E precise. A cominciare dai criteri di qualità dei pubblici esercizi, mettendo al bando dal cuore di Carrara, seggioline di plastica, tende sgargianti e vetrine improvvisate. Per passare poi a un lungo elenco di tipologie di esercizio non ammesse dentro i confini del centro storico, che va, tanto per citarne qualcuna, dai kebab ai compro oro, dalle ferramenta alle lavanderie fino alle sale gioco. L'assessore alle Attività produttive Andrea Zanetti comincia col precisare una cosa: «Con il mio ufficio dobbiamo ancora verificare il contenuto della manovra Monti per quel che riguarda alcuni aspetti centrali per il settore del commercio. Personalmente sono d'accordo con le liberalizzazioni sono partite dal mio partito, con Bersani - spiega - Ma credo anche, allo stesso tempo, che un minimo di regolamentazione sia necessario, proprio per quel che riguara i criteri di qualità pe ri pubblici esercizi e per le tipologie da inserire nei centri storici. Questo è quello a cui ci siamo attenuti nel nostro nuovo piano del commercio che, ci auguriamo, non sia destinato a diventare carta straccia». «Quello che auspichiamo - continua Zanetti - è che questa minima potestà ai Comuni possa rimanere, proprio per salvaguardare il territorio dal fiorire di negozi che con i centri storici non hanno nulla a che fare e, anzi, potrebbero soltanto snaturarli». «L'alternativa - conclude l'assessore - è quella di chiudere l'ufficio, a quelle condizioni e senza alcun margine di iniziativa e intervento, non avrebbe senso». Norberto Ricci (Confcommercio): così si svalutano i centri storici. Entra direttamente nel merito il presidente della Confcommercio, Norberto Ricci. «La liberalizzazione delle tipologie commerciali, contenuta nella manovra Monti, e destinata a non rispettare più i dettami di Regioni e enti locali per quel che riguarda le aperture, anche nei centri storici, potrà avere degli effetti molto preoccupanti - mette in evidenza Ricci - Innanzitutto si rischia di perdere la storia e l'identità, il Dna stesso dei nostri centri». Ma c'è anche un rischio in più a cui si andrebbe in contro secondo il numero uno di Confcommercio. «Mettere nei centri storici "quello che viene viene" - conclude Ricci - potrebbe, addirittura, far perdere di attrattiva queste zone».
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