Il Tirreno

Proteste per lo stato di abbandono del collegamento fra la città e il Parco della Padula

Ponte al buio e ascensore fermo

Barbara Monaco
Laboratori di scultura dell’Accademia nel parco della Padula
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Laboratori di scultura dell’Accademia nel parco della Padula

Studenti dell'Accademia devono percorrere la provinciale pericolosa

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 CARRARA. Sembra destinato a non trovar pace il ponte che ormai a buon diritto potrebbe esser definito "della discordia". Voluta dall'amministrazione Segnanini, la grande infrastruttura da subito non piacque; troppo voluminosa, un pugno negli occhi secondo qualcuno, e anche troppo costosa secondo qualcun altro. Al di là di questo, già all'epoca il grande ponte rosso destinato a collegare la città al Parco della Padula non vide mai funzionare l'ascensore, motivo primario per il quale si era voluta la sua realizzazione: offrire la possibilità anche ai disabili di raggiungere il parco. Ma l'ascensore non fu mai messo in funzione, troppo costoso, si dice, impiegare qualcuno addetto esclusivamente a controllare salite e discese. In pochi anni poi, le luci interne, necessarie per percorrere le scale fino al parco, smisero di funzionare, rendendo complicata la salita anche di giorno dato che per le scale non esistono finestre.  La passerella che conduce al di là del fiume è più percorribile; rotta e pericolante è stata chiusa per motivi di sicurezza. A farlo notare sono gli studenti dell'Accademia di belle arti, stanchi di dover percorrere quotidianamente a piedi la via Provinciale di Gragnana, stretta, priva di marciapiedi e con un transito di auto, camion e autobus. «È da due anni che sono qui - dice Roberta Giovanelli al 2º anno del corso di scultura - e non ho mai avuto il piacere di vederlo aperto». Provenendo dal centro infatti, sarebbe sufficiente percorrere via Grazzano, tra l'altro chiusa al traffico, attraversare viale Potrignano e poi, dirigersi all'interno del parcheggio sulla sinistra, proprio lì è l'ingresso del ponte. In mancanza di questo invece bisogna proseguire per un buon tratto di provinciale fino al vecchio ponte ed entrare nel parco dove ci sono la facoltà di scultura e la fonderia. «Molti studenti che vengono qui - afferma il professor Miguel Ausili - questa sede è frequentata anche da ragazzi dei corsi di pittura e di restauro. Io arrivo in auto, ma mi rendo conto del disagio degli studenti».  Spesso i ragazzi devono portare in aula o dall'aula a casa i propri lavori che, molte volte sono ingombranti. «Non pretendiamo neppure di poter salire le scale - sottolinea Simon Troger del corso di restauro - ci basterebbe poter utilizzare la passerella e poi saliremmo a piedi per la strada sterrata». «Credo che questo sia un diritto anche della cittadinanza cararrese - aggiunge ancora Giovanelli - i bambini giocano sempre in Piazza D'Armi ma credo che, se potessero raggiungere il parco senza il rischio d'essere investiti preferirebbero di gran lunga venire qui, per non parlare delle mamme con bambini ancora nel passeggino». «Insomma - concludono Cristiana Petrosino e Giorgia Razzetta, al secondo anno di scultura - speriamo che il sindaco Angelo Zubbani voglia farci un un regalo di Natale e ci permetta di cominciare il 2012 meno pericolosamente, inaugurando un nuovo percorso».

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