Finanza
Il settore lapideo. I dati Imm sui primi otto mesi: bene i lavorati, diminuisce la richiesta di grezzi
Marmo, cresce il valore dell'export
Ma il mercato del Nord Africa è un "buco nero": prevista una perdita del 25%
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CARRARA. L'export di marmi e graniti italiani nei primi otto mesi del 2011 hanno fatto registrare un positivo il trend dei valori per la qualità del Made in Italy; ma diminuisce la richiesta di grezzi. Sono i dati Istat elaborati dall'Ufficio studi della Internazionale Marmi Macchine. Un export di 2 milioni e 700 mila tonnellate per un valore di 1 miliardo 81 milioni con un incremento, rispetto agli stessi mesi del 2010, pari al +4,7% in valore e con un -4,4% in quantità. C'è da tenere conto della pausa estiva, in particolare del mese di agosto. Per quanto riguarda marmi e graniti in blocchi, lastre e lavorati, appare, per la prima volta nel 2011, il segno negativo sui volumi esportati mentre permane il segno positivo nel confronto sui valori. Le oscillazioni dei dati si riflettono soprattutto sui "lavorati", dove si mantengono positivi i graniti, mentre faticano un po' i marmi e travertino mentre nelle esportazioni di blocchi, grezzi e semi grezzi, affiorano le difficoltà dell'area nord africana interessata fin dall'inizio di anno da profondi sconvolgimenti. Le aree di mercato che maggiormente interessano il settore italiano delle pietre ornamentali: l'Unione Europea, con i suoi 348 milioni di euro sull'export presenta un trend migliore della media sia per i dati positivi di Germania e Francia, sia per le spedizioni verso Polonia, Ungheria, Slovenia, Slovacchia e Svezia. Nell'Europa non comunitaria, che ha superato i 150 milioni di euro, hanno avuto un ruolo molto significativo la Svizzera, la Federazione Russa, seguite dalla Croazia. Il calo l'area africana, nel suo insieme, ma particolarmente il Nord Africa (dove l'Italia segna un export di 432.371 tonnellate per un valore di 54.845.562), fa prevedere una perdita su base annua attorno al 25% sui valori e superiore al 27% sui volumi, mentre nell'area restano positivi solo Marocco e Algeria. Il Nord America (con gli Usa in testa), mantiene il segno "meno", sia pure per pochi decimali, rispetto al 2010, con 129.561 tonnellate per un valore di 173.594.415, nonostante presenti un'importante ripresa nell'export di blocchi e lastre, sia di marmo che di granito. Con peso minore, anche se l'area è complessivamente in crescita, il Sud America, con saldo positivo grazie al Brasile, ma è positivo anche il Medio Oriente, per le importazioni di Arabia Saudita, Kuwait e Qatar. Più complesso e contraddittorio il consuntivo dell'Estremo Oriente, che presenta valori in rialzo ma con volumi in calo per quasi tutte le voci, e soprattutto con tendenze incerte su India e Cina, dove reggono un po' solo i marmi. Le importazioni si presentano, nei primi otto mesi del 2011 sostanzialmente stabili: un milione e 200 mila tonnellate per un valore di 284 milioni 855.365 euro, con un calo sensibile per i grezzi di marmi e travertini, compensato da un leggero aumento dei graniti con un dato complessivo che, per il periodo considerato, secondo la Imm necessita di una lettura più puntuale nei prossimi mesi, soprattutto perché il 2011 è stato profondamente segnato da avvenimenti esterni al settore e al Paese.
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