Il Tirreno

Polemica ad Aulla. Il Pdl si unisce al gruppo Idee in comune e chiede una commissione di indagine

«Alluvione, vediamoci chiaro»

Gianluca Uberti
Immagine del dopo alluvione gli aullesi spalano il fango che ha invaso la città
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Immagine del dopo alluvione gli aullesi spalano il fango che ha invaso la città

L'opposizione: da verificare se le procedure sono state rispettate

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 AULLA. Nessuna commissione consiliare d'indagine ad hoc è stata attivata sui tragici fatti del 25 ottobre. È per questo che, dopo il consigliere comunale di Idee in Comune, Matteo Ratti, il quale aveva aperto le ostilità contro la maggioranza proprio su questo tema, ora è il Popolo della Libertà lunigianese ad affondare il colpo nei confronti del sindaco Roberto Simoncini.  «In una a fase in cui dovrebbe essere interesse di tutti operare per fare chiarezza su quanto accaduto il 25 ottobre, riteniamo - scrive il Pdl Lunigiana - particolarmente grave che l'amministrazione comunale aullese abbia impedito l'istituzione di una commissione di inchiesta sugli eventi alluvionali. Simoncini non dovrebbe avere paura di uno strumento pienamente legittimato a valutare se le procedure di prevenzione, messa in sicurezza e informazione del Comune di Aulla siano state pienamente rispettate. Ciò, al contrario di quanto sostiene il sindaco, non avrebbe, in nessun modo, interferito con le inchieste giudiziarie, né avrebbe potuto farlo, avendo lo strumento della commissione una valenza amministrativa così come previsto dallo statuto».  Inoltre, il Pdl ritiene che istituire una commissione di inchiesta e darne la presidenza alla minoranza consiliare «sarebbe stato un atto dovuto, una scelta di buon senso, un modo per allontanare l'impressione che l'amministrazione comunale voglia gestire lo stato di crisi senza consentire un adeguato approfondimento, sotto ogni profilo, su quanto avvenuto ad Aulla. Di fronte a due vite perse, enormi disagi alle famiglie e ai loro beni, a un territorio gravemente danneggiato, anche e non solo dal punto di vista commerciale e occupazionale, questo strumento di indagine, l'unico deputato a norma di regolamento a fare chiarezza, sarebbe stato più che opportuno».  Pertanto, secondo il Pdl, «si è persa un'occasione per dare risposte ai cittadini e alla città. Ci auguriamo, quindi, che Simoncini e i suoi ci ripensino e quanto prima - conclude il partito di centrodestra - pongano rimedio all'ennesimo errore».  Infine ricordiamo che durante l'ultimo consiglio comunale si determinava una frizione all'interno della maggioranza consiliare su un documento presentato da questa e non condiviso dal Pd. Il documento in questione chiamava in causa la diga di Teglia e, in particolare, la società Edison, che la gestisce. Questo il passaggio saliente: «Il consiglio comunale ritiene che la società Edison, a fronte delle sofferenze patite dai nostri cittadini, soprattutto in considerazione dell'ultimo e tragico evento, debba sentirsi obbligata a reintegrare una parte dei danni a titolo di sostegno morale e materiale della nostra comunità danneggiata».  Il documento, però, non piaceva al capogruppo di Idee in Comune, Matteo Lupi, che tornava a chiedere una commissione consiliare d'inchiesta ad hoc e aggiungeva: «Non vogliamo la carità della Edison».  La levata di scudi di Matteo Lupi trovava quindi il sostegno del capogruppo di Aulla Democratica, Ivan Martorini, il quale chiedeva il ritiro del documento per un approfondimento. Cosa che puntualmente avveniva dopo cinque minuti di sospensione dell'assise.

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