Il Tirreno

Aiuto, è scomparso il campetto da calcio

Chiara Sillicani
<b>RETE DISTRUTTA.</b> Un particolare del campetto al Borgo del Ponte
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RETE DISTRUTTA. Un particolare del campetto al Borgo del Ponte

All'ex Dalmine pascolano le pecore, a Castagnetola è un parcheggio. Distrutto quello al Ponte

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 MASSA. Un bel cavallo di razza e un piccolo pony. Se non fosse per quei capannoni sullo sfondo potresti essere finito in un bucolico paesaggio toscano. Guardi meglio e ti accorgi che sei, invece, da tutt'altra parte, in piena zona industriale. La recinzione, il cancello e quella casina sullo sfondo ti riportano alla realtà: sei - o dovresti essere - di fronte ad un campo (?) da calcio.  Peccato, però, che in via Martiri di Cefalonia un pallone non ci sia mai finito neppure per sbaglio. Quel campo era previsto nelle convenzioni per la reindustrializzazione in zona ex Dalmine. Ci sono persino gli spogliatoi, ma per il resto solo erba alta. Per fortuna ci pascolano pecore e cavalli: sono loro ad evitare che lo invadano i rovi. Certo, dietro l'abbandono si nascondono sicuramente complesse beghe burocratiche, rimane però la reltà dei fatti: campo inutilizzato. E una città come Massa, in cui fare sport è davvero un'impresa (piscina chiusa, palazzetto inagibille), non può concedersi il lusso di rinunciare ad uno spazio aggregativo. Un campo da calcio - e ci riferiamo a tutti quelli in cui non giocano squadre, ma bambini e ragazzi allo scoperta dello sport - è prima di tutto l'occasione per incontrarsi e confrontarsi. Lo è stato per anni anche a Borgo del Ponte. Non un campo a 11, ma un campetto zonale dove decine di ragazzi hanno inseguito un pallone. Le porte, traballanti e arruginite, non vedono segnare un gol da parecchio. Ci accompagna Gabriele Carioli, consigliere comunale (Pd) che lì è nato e cresciuto. «Il campetto - racconta - è sorto nel' 98, dedicato ad un giovane prematuramente scomparso». Adesso è un cumulo di sporcizia: cestini divelti, spazzatura a terra, recinzione distrutta. E altrettanto triste è tutto ciò che lo circonda: dalla scatola elettrica aperta, alle altalene rotte, a quel triste ricordo di uno scivolo. Vero che l'inciviltà fa la sua parte, altrettanto vero che presto dovrebbero partire i lavori per il Piuss. Rimane, però, una domanda: ma, nell'attesa, perchè tanta incuria? «È impensabile - aggiunge Carioli - che qualcuno possa prendere in gestione una struttura in queste condizioni». Altro quartiere popolato (troppo forse) Castagnetola. Lì un campetto c'era e più grande di quanto non sia ora: una parte è già stata adibita a percheggio. E presto la stessa sorte potrebbe toccare al resto. L'asfalto c'è; le case da quelle parti sono tante: spesso qualcuno apre il grande cancello e, alla disperata ricerca di un posto auto, lascia la sua macchiana dove dovrebbero stare reti e palloni. A Quercioli un'area a campetto c'era, ma non aveva le caratteristiche per ospitare le squadre e i residenti puntano a farne un posteggio. Vero che quella dei posti auto è un'emergenza, ma allo stesso modo lo è l'assenza di luoghi di aggregazione. Non gode di ottima salute neanche il campo in via Donne Partigiane, come il parco che lo ospita. E non c'è da dimenticare che a Massa di campetti ce n'è uno in meno: il Pignone si è ampliato e il suo campo in via Oliveti non c'è più. Certo, una compensazione per destinare a verde altre aree è stata decisa, ma sempre un campo in meno rimane. Ah, non dimentichiamo il campetto di Turano: non è finito a bando per le assegnazioni dei campi da 11 perchè non ha i requisiti richiesti. Insomma per tirare un calcio al pallone sono davvero tempi duri e certo i bambini non possono concedersi, come qualche decennio fa, di improvvisare una partita in strada.

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