Il Tirreno

Un tesoretto archeologico sotto piazza Mercurio «Ma i lavori proseguono»

<b>IL FUTURO. </b>Un rendering della futura piazza Mazzini (Mercurio)
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IL FUTURO. Un rendering della futura piazza Mazzini (Mercurio)

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 MASSA. Anfore, vasi, otri. E i resti di una fornace che serviva a cuocere i recipienti. C'è un piccolo tesoro archeologico sotto piazza Mercurio. Che sta pian piano venendo alla luce con i lavori per la ri-pavimentazione della piazza. Una testimonianza importante della storia più antica della città. Ma anche una possibile "rogna" per abitanti e commercianti della zona. I quali temono che, la emersione del tesoretto archeologico allunghi a dismisura i tempi dei cantieri nella piazza. E con essi i disagi che stanno subendo.  Il lavoro della squadra di archeologi che ormai da oltre un mese sta occupandosi del cantiere, ha individuato reperti tali da far supporre l'esistenza di unapiccola fabbrica di anfore e vasi che servivano - con ogni probabilità - a contenere i vini dei colli del Candia che poi venivano trasportati al porto di Luni e da qui imbarcati per Roma.  «Molto interesssanti». Così la Sovrintendenza di Lucca ha definito le emergenze dei lavori di scavo archeologico nella piazza in una dettagliata relazione consegnata al sindaco Roberto Pucci.  Già nel 2003, durante precedenti lavori in piazza, furono trovati reperti risalenti a un periodo fra il I secolo avanti Cristo e il I secolo dopo Cristo. Resti di una fattoria romana o, comunque, di un insediamento di tipo agricolo. Il ritrovamento di resti antichi, dunque, era in larga misura previsto, tanto che nella progettazione dell'intervento sono state previste spese per consulenze e documentazione delle emergenze archeologiche e lavorazioni specifiche di scavo a mano per il recupero dei reperti.  Il problema, semmai, è che la ricchezza dei ritrovamenti arecheologici aumenti i costi a carico del Comune.  Soprattutto, però, i cittadini hanno una preoccupazione: che la piazza resti sottosopra chissà ancora per quanto tempo.  Timori ingiustificati, replica l'amministrazione. Anzi, annuncia l'assessore ai Lavori Pubblici Fabrizio Brizzi, «tra pochi giorni il cantiere sarà ristretto e, di conseguenza, allargato lo spazio di fronte a negozi e porte attualmente "soffocati" dalle transenne». Anche perchè la scelta è che, dopo una fase di studio e catalogazione, i resti vengano ri-coperti sotto la nuova pavimentazione.  Un incontro a palazzo civico tra il sindaco Pucci, la dottoressa Emanuela Paribeni responsabile della Sovrintendenza archeologica della Toscana, l'assessore Brizzi, i due tecnici responsabili dei lavori Piuss nelle piazze Aranci e Mercurio Fernando Della Pina e Nicola Bellucci è servito a fare il punto sullo stato di avanzamento dei lavori. La Sovrintendenza ha autorizzato il proseguimento dei lavori in piazza riducendo l'area del cantiere archeologico e permettendo la creazione di una sorta di corridoio tra via Bigini e via Guidoni profondo circa tre metri per consentire la posa dei sottoservizi e i conseguenti allacci dei palazzi esistenti. I lavori, dunque, chiude l'amministrazione, «proseguiranno secondo il calendario stabilito e secondo le procedure già autorizzate». C.F.

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di Redazione web