Il dolore
Prestiti anche a malato di Alzheimer
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Lagenzia daffari posta sotto sequestro nel 2009 A processo i titolari dell'agenzia, chieste condanne pesanti
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CARRARA. Avevano fatto contrarre prestiti anche a un malato di Alzheimer e a un giovane con problemi psichici. Ieri si è avviato alla conclusione il processo per la truiffa dell'agenzia finanziaria di Marina, con le pesanti richieste di condanna del sostituto procuratore Federico Manotti. Sul banco degli imputati i due «mediatori» marito e moglie, dell'agenzia Finanzia&Futuro, divenuta poi F&B: Massimo Seghieri, per il quale il pm ha chiesto 6 anni di reclusione e 2mila euro di mula; la moglie Brunella Fialdini, per cui Manotti ha chiesto 3 anni di reclusione e mille euro di multa. E inoltre suo fratello Fabio Fialdini (per lui la richiesta del pm è stata di 6 mesi di reclusione), e Tina Venturini di 82 anni, madre del Seghieri, nei cui confronti la pubblica accusa ha avanzato la richiesta di 2 anni di reclusione e 500 euro di multa. I quattro imputati sono accusati a titolo diverso: i reati contestati vanno dalla circonvenzione di incapace (contestata alla coppia Fialdini, Seghieri e a Tina Venturini) al falso, fino alla truffa. Per il pm Manotti l'accusa più pesante, «più subdola» è quella di circonvenzione di incapace. «Eravamo di fronte ad una vera e propria organizzazione, dove ognuno aveva il suo ruolo - ha riferito in aula - c'era chi doveva carpire la fiducia degli sprovveduti, chi gestiva l'agenzia, e chi si occupava di far contrarre i prestiti». Le parti civili: una tela del ragno contro i più deboli. «Il tempo è misericordioso, Romano Cortesotti, padre di Marina, parte civile nel processo, è morto nel marzo scorso. Gli è stato risparmiato di vedere sul banco degli imputati Massimo Seghieri, quello che lui considerava un figlio. Il figlio della donna, Tina, di cui si era innamorato»: ha esordito così l'avvocato Angiolini, per la parte civile Marina Cortesotti, il cui padre, malato di Alzheimer aveva contratto un prestito con l'agenzia di Marina. Il legale ha quantificato, al termine della sua vibrante discussione, le richieste: 30mila euro come danno morale. Più 482 euro, le due rate trattenute sulla pensione del padre dalla finanziaria. Sentenza rinviata: il giudice esaminerà il filmato realizzato nell'agenzia. Tutto è rinviato al 20 dicembre, anche le conclusioni della difesa. Intanto il giudice avrà tempo di visionare il Dvd realizzato, con telecamere nascosta - dalla polizia - nel bottone della giacca, da Federico Dell'Amico, il fratello del ragazzo con deficit psichici, che si è costituito parte civile (il legale è Claudia Volpi). In quel filmato, hanno anticipato il pm e l'avvocato Volpi, Seghieri ammetterebbe di essere a conoscenza delle condizioni particolari del ragazzo a cui era stato fatto contrarre un prestito, per cui sta ancora sborsando un quinto dello stipendio.
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