Il Tirreno

Politeama, il Comune a processo

Alessandra Vivoli
Da sinistra l’avv. Barsotti Claudio Bacicalupi e l’avvocato Luca Pietrini
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Da sinistra l’avv. Barsotti Claudio Bacicalupi e l’avvocato Luca Pietrini

Fra i cinque a giudizio per il crollo anche due dirigenti di palazzo civico

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 CARRARA. Politeama, tutti rinviati a giudizio.  A processo Ugo Tolaini, la moglie Nella Pasquini della Caprice, e Maria Teresa Tongiani della Politeama srl: i capi di imputazione sono disastro colposo e truffa.  E, per quel che riguarda la responsabilità del Comune, siederanno sul banco degli imputati due dirigenti, Claudio Bacicalupi, dell'Urbanistica, e l'ingegner Cesare Marchetti (Lavori pubblici), che dovranno difendersi dall'accusa di disastro colposo.  Il processo, legato al crollo dello storico edificio di piazza Matteotti (il procedimento risale ai fatti del 2008 con l'allarme crollo per il cedimento di un pilastro e il conseguente sequestro dello stabile il 7 agosto 2009 per rischio crollo), adesso ha una data precisa: si aprirà il prossimo 1º marzo in tribunale a Carrara.  Con la prescrizione, per quel che riguarda l'accusa di truffa legata alla vendita degli appartamenti all'interno dell'immobile, davvero più vicina.  Adesso comincia una vera e propria corsa contro il tempo: un anno per portare a termine un processo complesso, che riguarda una delle ferite ancora aperte della città. Con la certezza che la prescrizione, in appello, sarà inevitabile.   Tutti rinviati a giudizio, si apre il processo. Una lunga discussioen in sede di udienza preliminare. Durante la quale il pm Alberto Dello Iacono, e tutti i legali delle parti civili hanno chiesto il rinvio a giudizio di tutti gli imputati. Al termine, sentiti anche gli avvocati della difesa, il guop Giuseppe Laghezza, alle 14 di ieri, ha rinviato a giudizio tutti e cinque gli imputati.  Il processo si aprirà il prossimo 1º marzo. La prescrizione, per il reato di truffa relativo alla vicend adi una delle parti civili, Marco Bedini, rappresentato dall'avvocato Fabio Sommovigo, scatterà il 25 aprile del 2013.   L'avvocato Sommovigo: ci saremmo augurati questa conclusione già sei mesi fa. È il legale che rappresenta tre parti civili nel processo Politeama, Marco Bedini, Sergio Bologna e Barbara Volpi, per gli appartamenti venduti all'interno dell'edifico Le contestazioni relative all'ipotesi di truffa riguardano (per vendita di appartamenti all'interno dell'edificio di che si affaccia in via Roma e piazza Matteotti), Nella Pasquini, Ugo Tolaini; e Maria Teresa Tongiani della Politeama srl. In sostanza viene contestato, per quel che riguarda la parte civile Barbara Volpi, che: «Nel simulare di essere affidabili venditori dell'appartamento da ristrutturare al quarto piano del Politeama, simulando l'agibilità ed abitabilità dell'immobile, omettendo di informare circa la mancanza delle certificazioni essenziali di idoneità statica». Stessa imputazione per Maria Teresa Tongiani: «si fece consegnare da Barbara Volpi 175mila euro» per un immobile che «non rispondeva alle dovute esigenze di agibilità staticità e abitabilità». Indagati per lo stesso reato (art.640 c.p. truffa) Pasquini e Tolaini, per un altro appartamento del Politeama - al terzo piano - venduto a Marco Bedini per la somma di 250mila euro. Senza informarlo della mancanza di certificazioni di agibilità.   La linea della difesa: non ci fu crollo, solo lesionamento. La linea della difesa (i legali sono Luca Pietrini per l'ingegner Marchetti, l'avvocato Barsotti per Claudio Bacicalupi, i legali Cecchinelli e Borasi per Ugo Tolaini, l'avvocato Alessio Menconi - con Borasi - per Nella Pasquini e per la Tongiani) è già emersa durante l'udienza preliminare, in un vero e proprio sconto con l'accusa.  Tutto ruota attorno all'ipotesi accusatoria di crollo (inserita nel reato di disastro colposo). Ebbene l'accusa sostiene che il crollo si è verificiato, eccome. La difesa, invece, parla di una lesione, in particolare del collassamento di un pilastro. E, in sostanza si tratterebbe non di crollo ma di «pericolo di crollo»: in questo caso, se colposo, non è configurato come reato.

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