Toscana
Oggi udienza davanti al gip per il carrarese
L'avvocato Cecchinelli: «Il mio assistito respinge le accuse» Indagine di polizia molto articolata
C.C.
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CARRARA. Il carrarese arrestato dagli agenti del commissariato in collaborazione con la Squadra Mobile di Massa Carrara, respinge gli addebiti. Il piemme Manotti ha chiesto la convalida dell'arresto. Secondo il difensore Vanni Cecchinelli, Piergiorgio Pedroni sarebbe estraneo ai fatti e avrebbe avuto solo contatti di lavoro, come autista, con le persone sottoposte a fermo di polizia giudiziaria nell'operazione "Giuda Escariota". «Il mio assistito nega gli addebiti». Le ricerche del carrarese, come ha spiegato la polizia nella conferenza stampa di ieri in questura, «si sono rivelate particolarmente difficoltose, proprio per l'assenza di riferimenti circa il medesimo, ma alla fine l'uomo è stato rintracciato dagli agenti del Commissariato di Carrara a bordo di una autovettura, che tra l'altro guidava con patente revocata, dopo un breve inseguimento sulla Statale 1 Aurelia in località Nazzano». Mezzi sequestrati. Oltre al frantoio recuperato al Brennero, nel corso dell'operazione "Giuda Iscariota" sono stati sequestrati un autoarticolato per trasporti eccezionali, composto da un trattore stradale Scania e da un semirimorchio, del valore complessivo di oltre 100.000 euro, destinati alla confisca. Betoniere recuperate. La scorsa primavera, grazie a un input della polizia locale, la polizia di frontiera di Livorno ha recuperato due betoniere che erano state rubate. Sospetto di estorsioni. Gli inquirenti ipotizzano anche l'esistenza di un sistema di estorsioni per fare riavere ai legittimi proprietari, i mezzi rubati. Inoltre, sul riciclaggio dei mezzi rubati, il piemme Manotti ha aperto un fascicolo ad hoc. Le intercettazioni. La polizia ha posto attenzione su soggetti che hanno grande mobilità sul territorio italiano, e con contatti all'estero. Soggetti che utilizzerebbero schede telefoniche intestate a terzi. Sarebbero state intercettate numerose chiamate con il Marocco per le trattative sui mezzi meccanici. Gli inquirenti ritengono anche che l'organizzazione finita nel loro mirino si appoggi a elementi in grado di effettuare modifiche sui mezzi meccaninici oggetto di furti, e di procurare documentazione falsa, ai fini del loro riciclaggio.
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