Italia
Rabbia a Succisa. Da tre anni i residenti sono alle prese con una frana caduta sulla via provinciale
«Essere isolati è una abitudine»
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Come si presenta ora la viabilità sulla via di Succisa Costretti a percorsi alternativi di 30 chilometri per raggiungere Pontremoli
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PONTREMOLI. Percorso tortuoso per raggiungere la frazione di Succisa, il tutto causa della frana che da quasi tre anni ostruisce, ora parzialmente, la via di accesso principale al piccolo borgo montano. Un'odissea che sta coinvolgendo tutti i residenti, come da loro stessi confermato con forza. «La gente è esasperata - afferma Gino Monacchia - dato che a settembre era stato ripristinato il transito alternato sul cantiere, tramite un semaforo, dopo tanti dibattiti e incontri con la ditta, la Provincia e l'amministrazione comunale. Ma dopo l'alluvione che si è abbattuta sulla Lunigiana è stato interdetto l'accesso agli autoveicoli, senza nessuna spiegazione sulla chiusura. Ci sono 5 frazioni a cui quella strada è essenziale, e non si può permettere che, ad esempio, ai residenti dei Poderi, la frazione più vicina a Pontremoli, debbano percorrere 25 km in più a ogni viaggio, con un costo non indifferente. C'è molta delusione nei confronti sia della ditta appaltatrice che della Provincia». Sul cartello che fornisce le informazioni sulla durata dei lavori è presente la data d'inizio, ma risulta ignota la data di conclusione, indicando solo il tempo necessario per la chiusura del cantiere, 285 giorni. Da settembre i residenti si erano ormai abituati a percorrere l'arteria solamente dalle 6 del mattino alle 20 e quando, dopo l'alluvione, è stata sbarrata con delle transenne, saldamente legate con dei lucchetti, le speranze sono svanite di nuovo. Dopo questo episodio, i residenti si sono nuovamente trovati di fronte al disagio di percorrere le strade montane alternative e questo ha generato contrasto con coloro che hanno demandato i lavori. In questo clima, in cui si respira sfiducia e rassegnazione, si deve fare i conti anche con la flessione economica che alcune attività hanno ricevuto dal blocco della circolazione. La trattoria Ferrari ha una lunga tradizione enogastronomica alle spalle, ma da tre anni l'afflusso di clientela è scemato sempre più: «In un passato piuttosto recente - racconta Camilla Ferrari - qui venivano sovente operai da Pontremoli e altri avventori che ricercavano quei sapori che fanno parte della nostra tradizione; ma ultimamente viene sempre meno gente, a causa dei tempi di percorrenza lunghi ed estenuanti, che costringono chi vuole salire a transitare su strade non facili, che si inerpicano sui nostri costoni. Come si può pretendere che tutto finisca in un breve lasso di tempo se al lavoro sulla frana sono stati assegnati solo tre operai? L'incuria delle zone boschive ha fatto sì che negli ultimi dieci anni questa strada sia stata chiusa per oltre 6 anni, la prima volata nel 2000, poi nel 2004 e per ultima quella che ci tiene ancora sotto scacco nel 2009. Sto pensando di chiedere i danni per il mancato guadagno, la cifra si aggira intorno ai 50mila euro». La promessa che viene fatta ai residenti della vallata pontremolese è che tutto sia risolto per la primavera del prossimo anno, ma la sfiducia è tale che non viene ritenuto possibile questo termine, e promettono che in questi mesi daranno battaglia ffinchè sia riportata la normalità. Cr.B.
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