Il Tirreno

Cna presenta il conto, 320 aziende a rischio

Il fango spalato dopo l’alluvione del 25 ottobre e a destra Paolo Ciotti direttore della Cna
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Il fango spalato dopo l’alluvione del 25 ottobre e a destra Paolo Ciotti direttore della Cna

Terminato il censimento per quantificare i danni dell'alluvione

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 AULLA. Ben 320 aziende danneggiate dall'alluvione.  È il bilancio della ricognizione effettuata dalla Cna (info su www.cna- ms.it) sulle imprese interessate dall'esondazione del fiume Magra, in prospettiva dell'attivazione della richiesta di sospensione dei contributi Inps e Inail ottenuta dopo l'incontro con la rappresentanza formata da Cna, Confesercenti e Confcommercio.  Nella lunga lista figurano tutte le tipologie aziendali: dall'azienda artigiana al commerciante, dal ristorante al sito turistico interessati, direttamente e indirettamente, dall'alluvione e dai suoi effetti.  «Effetti - sottolinea Paolo Ciotti, direttore provinciale Cna - che purtroppo non si sono ancora affievoliti nonostante sia passato più di un mese».  Singolare, a dimostrazione che la "lunga mano" stringe ancora Aulla nella morsa della paura e della diffidenza, la storia della "Filanda 2010", la Risto Focacceria dove si possono mangiare le focaccetta della Lunigiana aperta con enormi sacrifici negli spazi della ex Filanda proprio di fronte a quello che oggi è il cimitero di auto e il deposito di detriti.  I cattivi odori delle enormi masse di terra prelevati dal letto del fiume e dalle strade, poi scaricati e accumulati nel piazzale antistante, insieme al continuo vai e vai di messi pesanti, hanno allontanato i clienti arrecando più di un disagio: «Abbiamo riaperto solo il 15 novembre - raccontano - perdendo tanti giorni di lavoro e il nostro giro di clientela creato con fatica. Gli effetti sul nostro bilancio sono pesantissimi. Ma basta guardare fuori dove c'è una montagna di terra, per non parlare degli odori. Siamo stati danneggiati».  La Risto-Focacceria è il sogno di un gruppo di amici: «La Filanda - raccontano - è il nostro piccolo grande sogno. Sono stati gli amici a spingerci in questa avventura. Ci dicevano: ma perché non aprite una focacceria? E noi l'abbiamo fatto, e crediamo anche in modo originale. Se prima la nostra cucina era dedicata ad amici e parenti, ora è per tutti. Le nostre focaccette sono cotte al forno e questo le rende particolari e speciali allo stesso tempo. Questa situazione ha seriamente messo in discussione il nostro investimento, insieme ai nostri sogni».  La preoccupazione di Cna è in pratica quella dei residenti e degli imprenditori della zona in questione, da sempre stretta nella morsa dei due corsi d'acqua che la lambiscono, il Magra e il torrente Taverone che, in caso di piena, fanno davvero paura, come purtroppo accaduto nello scorso ottobre e, prima ancora, nell'inverno di due anni fa alla confluenza dei due corsi d'acqua. R.L.

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