Sicurezza
«Aiuto, qualcuno salvi San Carlo»
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IL SINDACO. Roberto Pucci Il comitato: revocate la concessione per le sorgenti
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MASSA. Potrebbe essere un centro termale di eccellenza. Potrebbe, ma San Carlo non lo è. Tanto che il comitato "Salvaguardia territorio e ambiente montano" scende in campo e chiede la revoca della concessione per lo sfruttamento delle acque. Lo fa con una lettera al sindaco Pucci: «Le sorgenti sono quattro, ma solo il 20% di una è utilizzato, così litri e litri di acqua se ne vanno nei canali e in mare». Il comitato, quindi, tira le somme: «Ci sono le condizioni - spiega Gianfranco Zanetti, uno dei membri - per la revoca della concessione per mancato sfruttamento delle acque». Senza dimenticare - e proprio quello è l'incipit della lettera al primo cittadino - che «per i lavoratori dello stabilimento di imbottigliamento questo Natale si presenta male, senza stipendi». Il sindaco, da parte sua, raccoglie la sfida, ma spiega che «dare e rovocare la concessione compete alla Regione». Del resto in gioco non c'è soltanto lo stabilimento, appunto, e il futuro lavorativo dei suoi 8 dipendenti, ma anche le sorti dell'intero complesso termale. In estate gli abitanti di San Carlo si sono riuniti in assemblea: il paese ha perso anche la palestra fisioterapica e chi vive da quelle parti e fa i conti con il progressivo decadimento, chiedeva risposte. Soprattutto dopo i guai giudiziari della Vichi holding, proprietaria della società «Terme e sorgenti di San Carlo». Il sindaco si limita, sulla questione, a poche parole che certo non fanno ben sperare: «Di fatto non si sa più nulla della proprietà, abbiamo avuto un incontro un paio di mesi fa durante il quale i soci fecero anche riferimento ad un nuovo partner. Poi più nulla». Ora San Carlo, ricordando la sua "età dell'oro", chiede risposte. Per il rilancio dello stabilimento e del turismo.
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